Brasile: Bolsonaro ribalta i sondaggi al primo round
Brasile:
Bolsonaro ribalta i sondaggi al primo round
Lula
in recupero per il ballottaggio grazie alla nuova legge sul lavoro
Il 4 ottobre 2026 si è tenuto il primo turno
delle elezioni presidenziali in Brasile i cui risultati
hanno letteralmente ribaltato le previsioni
dei sondaggi della vigilia.
Quella che doveva essere una gara sul filo
del rasoio -o addirittura una riconferma per la
sinistra- si è trasformata in una fortissima
avanzata della destra conservatrice.
Nessuno dei candidati è riuscito a superare
la soglia del 50% dei voti necessari per vincere
subito, quindi il paese tornerà alle urne per
il ballottaggio decisivo domenica 25 ottobre.
Risultati primo turno:
Flàvio Bolsonaro (Partito Liberale - PL):
47,03% (oltre a 56 milioni di voti)
Luiz Inàcio Lula da Silva (Partito dei
Lavoratori - PT);
45,16% (circa 53,8 milioni di voti)
Chi sono i due sfidanti?
Flàvio Bolsonaro: 45 anni, senatore in
carica e il figlio primogenito dell'ex presidente
Javier Bolsonaro. Ha raccolto l'eredità
politica del padre (il quale sta scontando una condanna detentiva a 27 anni per
tentato colpo di stato) e ha basato la sua campagna elettorale sulla sicurezza,
sulla difesa dei valori tradizionali e sulla promessa di un’economia più liberista,
conquistando il cuore industriale del Paese e moltissime periferie.
Luiz Inàcio Lula da Silva: Dall'altra parte
c'è l'attuale presidente uscente, l'ottantenne
Lula, una vera leggenda della politica
dell'America Latina. Lula ha cercato di
puntare sulla difesa della foresta
amazzonica, sui diritti umani e sui programmi di
aiuto per le famiglie più povere. Tuttavia, il
forte aumento del costo della vita e alcuni
recenti scandali finanziari nel Paese hanno
penalizzato il suo consenso, portando a
quella che molti analisti definiscono la sua
prima e vera battuta d'arresto in un
primo turno dal 1998. Lula ha commentato il
voto dicendo che il ballottaggio sarà
la “prova del nove” e che la campagna
elettorale adesso riparte da zero.
Gli “altri” candidati: chi è rimasto
fuori?
Anche se la sfida è un testa a testa totale,
altri candidati hanno provato a inserirsi nel
dibattito, raccogliendo le briciole delle
preferenze ma potrebbero risultare decisivi per spostare
l'ago della bilancia a favore di Bolsonaro
visto che hanno dichiarato di appoggiarlo al secondo turno:
Augusto Jorge Cury (Avante): Si è piazzato
al terzo posto raccogliendo 2,89% dei voti.
Renan Antonio Ferreira dos Santos (Partito
Missione): Ha ottenuto il 2,24%.
Ronaldo Ramos Caiado (PSD): Si è fermato a
2,18%.
A
pochi giorni dal voto la campagna elettorale ha raggiunto la fase decisiva con
Lula che sembra aver recuperato parte dello svantaggio grazie anche
all’approvazione della legge che riduce le giornate di lavoro settimanale da 6
a 5 e le ore da 44 a 40. Un progetto di legge il cui iter era già in corso e
che ha registrato una accelerazione proprio in vista del ballottaggio. Una
strategia che mira a recuperare voti fra i circa 30.000.000 milioni di astenuti
al primo turno. Un’opera ardua ma non impossibile per Lula contro la cui
rielezione sono scesi in campo sia gli apparati statunitensi sotto la regia del
Segretario di Stato Marco Rubio[1], sia
la piattaforma social di Meta che sta palesemente favorendo Bolsonaro
concedendogli molto più spazio e visibilità[2].
Gabriele
Maccioni 2 a Afm Ite Pacinotti
Attività
svolta con il prof. Andrea Vento


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