Assemblea a Volterra dei lavoratori della cultura CUB con l'Associazione Mi Riconosci

 

Venerdì 12 Dicembre, a Volterra, presso La Vena di Vino, si è svolta un’iniziativa presidiata dall’associazione Mi Riconosci

(https://www.facebook.com/share/14UydCnncew/), che desideriamo ringraziare innanzitutto per l’enorme lavoro che svolge su tutto il territorio nazionale: un impegno costante di informazione, segnalazione, ricerca e di lotta a fianco dei sindacati. Ringraziamo inoltre l’associazione per averci proposto di avviare un percorso comune, che inizia proprio da questo incontro e che intendiamo portare avanti con l’obiettivo di sensibilizzare e rendere visibili, in modo concreto, anche le specifiche problematiche del lavoro nei beni culturali a Volterra.

Nel variegato mondo dei beni culturali, a causa delle logiche di austerità, si è progressivamente affermato il sistema degli appalti al massimo ribasso per la gestione dei servizi. Ancora più grave è il crescente ricorso ad associazioni di volontariato, che asseconda una logica di risparmio sostitutiva del personale regolarmente contrattualizzato e adeguatamente formato. Questo meccanismo impoverisce la qualità del servizio e contribuisce allo svilimento del patrimonio artistico e culturale.

Per quanto riguarda gli appalti, alcune delle principali conseguenze delle esternalizzazioni sono le seguenti:

precarietà lavorativa, aggravata dalla stagionalità turistica, che non produce benessere per chi vive nelle città storiche né garantisce loro un adeguato respiro culturale;

sfruttamento dei lavoratori, assunti con tipologie contrattuali fortemente limitative dei diritti e profondamente invasive della vita personale;

richiesta di requisiti altamente specialistici a fronte di contratti e stipendi inadeguati;

applicazione di contratti peggiorativi e di CCNL che hanno poco o nulla a che vedere con il lavoro nei beni culturali;

infine, ma non meno importante, il grave tema della sicurezza nei luoghi di lavoro: postazioni non idonee e condizioni insufficientemente tutelate rappresentano un problema drammatico generato dal sistema degli appalti.

È quindi necessario interrogarsi seriamente su appalti, contratti, tipologie lavorative disconosciute, su professionisti mortificati e relegati in spazi marginali, spesso lontani da sguardi indiscreti che potrebbero portare alla luce le reali condizioni di vita e di lavoro di chi opera nei musei e, più in generale, in tutto il settore culturale: dai teatri alle biblioteche, dagli archivi alle guide turistiche, fino al settore editoriale. Un sistema che finisce per trasformare tante e tanti in manodopera sottopagata.

Riteniamo inoltre che l’offerta turistica non debba essere confinata prevalentemente ai cinque mesi della stagione estiva. Le amministrazioni dovrebbero impegnarsi a garantire continuità e maggiore visibilità al patrimonio artistico e culturale, puntando su una promozione di alta qualità durante tutto l’anno — mostre di valore scientifico, eventi culturali, attività laboratoriali permanenti nei musei — capace di generare interesse costante. Ciò favorirebbe una maggiore stabilità lavorativa e una ricaduta positiva sulla città, sulle attività che la sostengono e sull’impronta culturale che vogliamo e scegliamo di darle.

Un ringraziamento speciale va anche al Collettivo Antifascista, che ha collaborato all’iniziativa di venerdì ed è intervenuto puntualmente e calorosamente sulle questioni socio-politiche connesse al degrado culturale e alle condizioni di lavoro.

Grazie infine alle cittadine e ai cittadini che hanno partecipato alla serata e sono stati con noi.


Le lavoratrici e i lavoratori esternalizzati dei musei di Volterra, iscritti al sindacato di base CUB

Commenti