Meloni e pensioni
Il governo Meloni getta la maschera e ancora una volta sulle pensioni
Un emendamento aggiunge un ulteriore tassello, non solo lasciano intatta la Legge Fornero ma la peggiorano, infatti, dal 2032 in poi, chi vorrà andare in pensione prima dovrà lavorare qualche mese in più. Per l'esattezza si lavora sulle solite finestre, raggiunto il requisito per la pensione dovrai aspettare la prima finestra di uscita utile che slitta di un mese che poi diventeranno 2 nel 2034 aggiungendo ulteriori tre mesi nel 2035. Fatti due conti tra 10 anni, rispetto ad oggi, l'uscita dal lavoro verrebbe posticipata di 9 mesi.
Non è dato sapere se nel frattempo questo emendamento sarà confermato o eliminato visti gli umori dentro la Maggioranza.
C'è poi un' ulteriore novità difficile da digerire: ricordate il riscatto della laurea che a molti è costato decine di migliaia di euro con versamenti diluiti nel corso degli anni?
L'emendamento prevede che parte di questi anni non varrà per raggiungere il requisito della pensione anticipata attraverso un meccanismo, beffardo, che taglia da qui al 2025 30 mesi.
Fatti due conti la pensione verrà ritardata in un decennio di 33 mesi, ossia 30 mesi di quelli riscattati non più validi ai fini dell'anticipo dell'età previdenziale (ce ne lasceranno alcuni, bontà loro) più i 3 mesi per la prima finestra.
E intanto nel lavoro privato vogliono, per i nuovi assunti, indirizzare il loro TFr alla previdenza integrativa, insomma portano acqua al mulino di sanità privata e fondi pensione che sappiamo essere, questi ultimi, cogestiti con i sindacati firmatari di contratto.
Peccato non si dica che il rendimento del TFr in azienda è ancora più conveniente ma questa ammissione farebbe cadere il sipario su una situazione imbarazzante
Commenti
Posta un commento