Se il fisco diventa iniquo in partenza : Vogliamo un fisco progressivo e la tassazione dei grandi capitali

 Sono sufficienti le odierne tasse specie quelle patrimoniali sulla ricchezza immobiliare e finanziaria? E la cancellazione delle aliquote fiscale, ne sono rimaste tre, è una conquista o una sconfitta che rende più iniqua la società accrescendone le disuguaglianze interne? E con tutti i soldi dei condoni e delle tasse non pagate quanti ospedali e scuole avremmo creato, quanti asili nido o bonifiche dei territori?

 
La questione fiscale è  una delle grandi assenti dal dibattito politico, sindacale e sociale, eppure l'idea di un’imposta progressiva sul patrimonio netto delle persone fisiche è vecchia di 11 anni da quando Piketty la propose facendola diventare di dominio pubblico attraverso i suoi libri.


 Manca un fisco equo e con tassazioni progressive sulla ricchezza, manca una Patrimoniale i cui proventi potrebbero essere indirizzati a scopo sociale, le tasse sulle eredità italiane sono tra le più basse in assoluto ma anche di questo si è persa memoria come del trasferimento di società nei paradisi fiscali e delle residenze di singoli in paesi ove di tasse se ne pagano ben poche.

In assenza di queste leggi\norme sono cresciute le disuguaglianze economiche e sociali alle quali ormai abbiamo fatto la abitudine senza cadere nella indignazione e men che mai nella rabbia.

E anche la fatidica riforma del catasto si è persa per strada , le rendite catastali sono da sempre sottostimate rispetto al loro effettivo valore.
 
Silenzio preoccupante, perfino sull' innalzamento della tassa sulle successioni che in Italia resta fin troppo bassa, nessuna attenzione riservata verso titoli di stato, risparmio postale, verso  le cessioni di aziende  e le partecipazioni in società di capitali.
 
Mentre si guarda alle piccole evasioni dimentichiamo quelle ben più grandi  e frutto di un fisco iniquo, di troppe dimenticanze del legislatore.

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