La guerra preventiva

 

Ci vogliono abituare alla normalità della guerra, a considerare il militare una priorità assoluta sia sotto forma di utilizzo privilegiato dei soldi pubblici sia come deroga alle norme vigenti per accelerare la costruzione di una base, per aggiudicare un appalto per sistemi di armi o infrastrutture logistiche a fini di guerra. 


Per raggiungere questo scopo ogni giorno parlano con toni allarmati del pericolo per la sicurezza, degli immani pericoli che corriamo e dei quali saremmo ignari, degli attacchi cyber e  di quelli derivanti dalla guerra non convenzionale, agitano come spettri gli insindacabili principi ed obiettivi di sicurezza nazionale ed internazionale al cospetto dei quali anche la sospensione di certe libertà costituzionali diventa possibile per ragioni meramente eccezionali che, per altro, il nostro sistema giudiziario già prevede (le leggi eccezionali degli anni settanta ed ottanta mai rimosse sono divenute ordinarie)

Questo lungo percorso di paura si prefigge l'obiettivo finale: far passare la ineluttabilità dei processi in atto, giustificare la chiusura di ospedali e scuole per investire nella difesa e nella sicurezza, riconvertire (pur con qualche ritardo di troppo in Italia rispetto a paesi come Germania, Inghilterra e Usa) settori dell'economia civile al militare, puntare tutto sulle tecnologie duali o, se preferiamo il linguaggio tecnico e apparentemente neutro.

Basta avere l'accortezza di leggere i documenti giusti

 "è essenziale ricercare una maggiore e rinnovata sinergia tra la Difesa e l’Industria nazionale, per favorire l’innovazione tecnologica e garantire una sempre più qualificata partecipazione italiana ai programmi di cooperazione internazionale, nel contesto europeo e transatlantico, non trascurando la cooperazione in ambito Paesi G7 e gli accordi bilaterali con altri Paesi.

Occorre che il rapporto tra le Forze Armate e l’Industria evolva verso la realizzazione di un Sistema Difesa, inteso quale unicum, realmente integrato e armonizzato, in cui l’industria della Difesa si possa sentire supportata e incentivata, ma anche responsabilizzata, a diventare una leva ad alto contenuto tecnologico in grado di abilitare le Forze Armate ad operare in modo predittivo in tutti i futuri scenari di crisi.

È necessario maturare la consapevolezza che l’Industria rappresenta un asset per il Paese, quale strumento di influenza geopolitica, fondamentale moltiplicatore di valore e di occupazione nonché attore protagonista nella salvaguardia della sovranità strategica. Per ottenere questo obiettivo, un aspetto fondamentale è rappresentato dal raggiungimento e consolidamento di una condizione di autonomia strategica già a partire dal settore della ricerca scientifica e tecnologica: una sfida che vede il Sistema-Difesa quale catalizzatore delle migliori energie creative, innovative e produttive del Paese.

L’industria della Difesa e della Sicurezza, infatti, costituisce un incubatore di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica che è necessario valorizzare al meglio. In particolare, essa è in grado di coniugare gli essenziali aspetti di sicurezza internazionale, con una dimensione industriale che rappresenta un catalizzatore e un moltiplicatore di investimenti, con conseguente giovamento della attrattività e competitività del Paese.

E, in tema di evoluzione tecnologica, la digitalizzazione sempre più rapida, in ogni settore, comporta opportunità, ma anche sfide. Da una parte, infatti, accelera la crescita economica, la condivisione di processi, informazioni, idee e comportamenti. Dall’altra, rende ancor più difficoltoso il mantenimento del tradizionale vantaggio tecnologico della Difesa, rendendo indispensabile investire massicciamente nella ricerca, nelle nuove tecnologie e nella dimensione digitale, per restare al passo con l’evoluzione tecnologica, elaborare quantitativi sempre più rilevanti di informazioni ed essere, quindi, capaci di prendere le “decisioni giuste”, con la “rapidità” richiesta. 

In tal senso, è necessario promuovere lo sviluppo di strumenti predittivi avanzati, basati su Intelligenza Artificiale, High Performance Computing e tecnologie quantistiche, per supportare efficacemente le decisioni operative e politiche. L’obiettivo è garantire una superiorità informativa nei cinque domini, proteggere il know-how nazionale e assicurare la sicurezza dei dati."

Dalle note di accompagnamento del Mef alla Legge di bilancio DLBNOT1C_120.pdf

Non c'è bisogno di grandi sforzi per avere contezza degli obiettivi strategici del Governo tra aumento esponenziale delle spese militari piegando la ricerca a fini di guerra, con le tecnologie duali che diventano le più meritevoli di finanziamenti, fino a una narrazione ideologica per la quale la guerra e il Riarmo porteranno benessere sociale e processi di innovazione con grandi benefici sociali.

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