A Mondragone, un Albero della Pace per ricordare mons. Raffaele Nogaro

 

A Mondragone, un Albero della Pace per ricordare mons. Raffaele Nogaro: il seme di una testimonianza che continua 

 

di Laura Tussi

A un mese dalla sua scomparsa, la figura di mons. Raffaele Nogaro, vescovo e testimone instancabile di pace, torna a parlare attraverso un gesto semplice e potente: la messa a dimora di un Albero della Pace a lui dedicato. Un segno vivo, destinato a crescere, che richiama l’eredità spirituale e civile di un uomo che ha fatto della pace il cuore del suo impegno pastorale e umano.

L’occasione è stata il passaggio della Fiaccola della Pace presso l’Istituto Comprensivo Mondragone Secondo, nell’ambito della mobilitazione promossa dal Movimento Internazionale per la Pace III Millennio. Un evento che, più che cronaca scolastica, si è trasformato in memoria attiva, richiamando il pensiero e l’azione di Nogaro, da sempre vicino al cammino della Fiaccola e convinto sostenitore dell’educazione alla pace come responsabilità collettiva.

Mons. Nogaro è stato ricordato come voce profetica capace di unire Vangelo e impegno civile, fede e giustizia sociale, denunciando guerre, violenze, mafie e ogni forma di sopraffazione. Non a caso l’Albero della Pace, simbolo della mobilitazione, è stato dedicato non solo a tutte le vittime dei conflitti e delle “shoah” del mondo, ma anche esplicitamente al suo nome e alla sua testimonianza. È il primo Albero della Pace a Mondragone e il primo, nelle diocesi di Sessa Aurunca e Caserta, intitolato a lui.

Durante la giornata organizzata da Agnese Ginocchio, cantautrice, attivista e figlia spirituale del padre.vescovo, studenti e docenti hanno dato voce a messaggi di pace, ricordando i bambini vittime delle guerre e il dovere di non voltarsi dall’altra parte. Un linguaggio semplice, quello dei più giovani, che sembra dialogare naturalmente con le parole e le scelte di Nogaro, per il quale la pace non era mai un concetto astratto, ma una pratica quotidiana, esigente, spesso scomoda.

La benedizione dell’Albero, un olivo maschio inseminatore, rafforza il valore simbolico dell’iniziativa: la pace come seme che genera altra pace, come responsabilità da coltivare e trasmettere. Un’immagine che ben rappresenta l’eredità lasciata da mons. Nogaro, chiamata ora a germogliare nelle coscienze, soprattutto di chi educa e di chi cresce.

A suggellare l’impegno, la firma del Patto per una “Scuola educante alla Pace”, che rende l’IC Mondragone 2 “Scuola di Pace” e affida agli alunni il ruolo di Ambasciatori della Fiaccola della Pace. Un passaggio di testimone ideale, nel segno di quella frase di Nogaro incisa sulla targa dell’Albero e diventata sintesi del suo pensiero: «La Pace è il nome laico del Vangelo»Un messaggio che resta, come l’Albero piantato in suo nome: radicato nella memoria, proiettato nel futuro. 

Commenti