L'oro del Presidente Trump di Manlio Dinucci

 





“Gli USA hanno assunto la Presidenza del G20 per il 2026, anno per loro particolarmente importante poiché coincide con il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti d’America.  In dicembre il presidente Trump ospiterà il vertice dei leader del G20, non in una sede istituzionale ma in una delle sue proprietà: il Trump National Doral Miami, un lussuoso resort di oltre 300 ettari situato a Miami in Florida, noto per i suoi 4 campi da golf di livello internazionale. Quando vi arriveranno i leader del G20 troveranno qui, eretta su un piedistallo, una statua placcata in oro alta 7 metri, raffigurante il Presidente Trump. La statua, fusa in bronzo e interamente placcata con uno spesso strato d’oro, è stata pagata dai maggiori operatori in criptovalute: quelli partecipanti al Crypto Summit ospitato lo scorso marzo dal presidente Trump alla Casa Bianca.  

Quello delle criptovalute -valute virtuali che costituiscono una rappresentazione digitale di valore e che vengono negoziate elettronicamente – è uno dei campi più oscuri della speculazione finanziaria. Tre giorni prima di diventare Presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio 2025 – documenta la rivista Forbes – Trump ha lanciato una memecoin, una criptovaluta puramente speculativa che nel 2025 ha aggiunto circa 1 miliardo di dollari al suo patrimonio netto. Appena un giorno prima di diventare Presidente, Trump ha firmato un accordo con lo sceicco Al Nahyan, che guida diversi fondi di investimento degli Emirati Arabi Uniti ed è consigliere per la sicurezza nazionale del Paese.  

In base a tale accordo lo sceicco ha acquistato il 49% della World Liberty Financial, una piattaforma di finanza decentralizzata fondata da Donald Trump e dalla sua famiglia. A differenza delle banche tradizionali che controllano il denaro depositato, le piattaforme di finanza decentralizzata consentono di scambiare e gestire le proprie finanze senza intermediari né controlli. Operando in tale campo -documenta la rivista Forbes – Trump, da quando è tornato alla Casa Bianca, ha accresciuto di 3 miliardi di dollari il suo patrimonio netto che è salito a oltre 7 miliardi di dollari. 

L’accordo di Trump con gli Emirati Arabi Uniti non è solo finanziario.  Dopo la conclusione dell’affare con lo sceicco, il Dipartimento USA della Difesa ha annunciato vendite di armi per un totale di 1,4 miliardi di dollari agli Emirati Arabi Uniti, dove gli Stati Uniti hanno una grande base aerea. Essa è una delle principali basi delle forze statunitensi che si preparano ad attaccare l’Iran. Poiché sia gli Emirati Arabi Uniti che l’Iran sono membri dei BRICS, l’operazione finanziaria e militare attuata da Trump mira a spaccare i BRICS in Medio Oriente, regione di primaria importanza strategica.

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