Richiesta di confronto sindacale e reinserimento nell’orario ordinario di 1,5h destinate all'apertura e alla chiusura dei Musei Civici di Volterra

 Richiesta di confronto sindacale e reinserimento nell’orario ordinario di 1,5h destinate all'apertura e alla chiusura dei Musei Civici di Volterra



Alla cortese attenzione di Opera Laboratori Fiorentini
e, per conoscenza, al Comune di Volterra

Il sindacato scrivente, nell’interesse dei lavoratori impiegati da Opera Laboratori Fiorentini nell’ambito del servizio in appalto relativo alla gestione dei Musei Civici del Comune di Volterra, intende sottoporre alla Vostra attenzione le criticità derivanti dalla prospettata modifica dell’orario di ingresso e di uscita del personale.

Attualmente, gli orari di lavoro presso il museo etrusco e la Pinacoteca civica nei giorni in cui è richiesto il servizio di apertura/chiusura sono organizzati come di seguito.

Aperture:
- ingresso operatori ore 9:30 museo etrusco;
apertura al pubblico ore 10:00

• ingresso operatori ore 9:45 pinacoteca civica; apertura al pubblico ore 10:00.

Chiusure:
- ore 18:30 chiusura al pubblico museo etrusco; chiusura struttura ore 19:00
• ore 18:30 chiusura al pubblico Pinacoteca; chiusura struttura ore 18:45.

Gli intervalli di tempo che intercorrono tra gli orari di ingresso e di uscita dei lavoratori e quelli di apertura e chiusura al pubblico sono funzionali allo svolgimento delle attività necessarie a garantire il regolare svolgimento dall' avvio fino al termine del servizio:
attivazione e disattivazione dei sistemi di sicurezza; inserimento credenziali nel rilevatore presenze;
l’apertura e chiusura delle sale; l’accensione e spegnimento delle luci, la predisposizione e il ripristino degli ambienti destinati all’accoglienza dei visitatori.

Tali attività risultano indispensabili per il corretto funzionamento della struttura museale e devono essere necessariamente svolte prima e dopo l’ingresso del pubblico.

Dall'ultima comunicazione della ditta apprendiamo che la riorganizzazione del servizio prevede di far coincidere l’orario di ingresso degli operatori di Opera Laboratori Fiorentini con quello di apertura e chiusura al pubblico.

Tale direttiva comporta l’eliminazione dei tempi di lavoro attualmente retribuito come lavoro straordinario, con conseguente riduzione delle ore complessivamente lavorate.

Il sindacato ritiene tale prospettiva fortemente penalizzante per i lavoratori, e chiede che questi intervalli di tempo siano immediatamente reintegrati nel complessivo monte orario ordinario trattandosi di mansioni previste dal bando e dal contratto.

La presente richiesta si fonda, in primo luogo, sul Decreto Legislativo 8 aprile 2003, n. 66, recante disposizioni in materia di organizzazione dell’orario di lavoro.
La disposizione assume rilievo rispetto alle attività di apertura e di chiusura dei musei, in quanto si tratta di prestazioni svolte nell’ambito delle mansioni affidate agli operatori e funzionali all’organizzazione del servizio.

La soppressione dei suddetti intervalli comporterà la sovrapposizione delle attività operative compromettendo la corretta predisposizione degli ambienti penalizzandone l'accoglienza per i fruitori finali.
I visitatori si troveranno davanti ad ovvi ritardi e disservizi in fase di apertura del servizio ma anche alla chiusura, saranno purtroppo tenuti ad abbandonare le sale prima della chiusura effettiva al pubblico, riducendo di fatto il tempo utile di visita senza avvisi o cambi nella cartellonistica.
Il personale sarà ancor più messo in difficoltà in fase di chiusura della pinacoteca civica dove i due operatori non potranno in contemporanea svolgere la chiusura ai piani poiché uno dei due sarà occupato nelle attività di chiusura del bookhop e l'altro dovrà attendere l'arrivo dei colleghi con gli incassi rispettivamente di palazzo dei Priori, teatro romano e Acropoli etrusca.

Si ritiene che questo tempo (funzionale all'apertura e alla chiusura dei musei) che da sempre ha composto l'orario di lavoro ordinario degli operatori comunali internalizzati sia ovviamente necessario anche ai dipendente esternalizzati; non cogliamo quale sia la differenza o la discriminante dato che la mansione è la stessa.

Considerando anche il sistema di rilevazione delle presenze automatizzato non comprendiamo come gli operatori possano alle ore 10:00 entrare all'interno della struttura e riuscire alla stessa ora ad aprire al pubblico. Stessa cosa vale per il momento della chiusura delle strutture.

Tutto questo si traduce automaticamente in una penalizzazione degli operatori della ditta appaltatrice e in una riduzione delle ore di lavoro necessarie allo svolgimento del servizio.

Alla luce di quanto esposto il sindacato chiede la garanzia che tale riorganizzazione non determini nel tempo l'ennesima riduzione degli orari di apertura al pubblico e
la verifica del contratto collettivo applicato, degli accordi aziendali eventualmente vigenti e delle disposizioni contrattuali relative all’orario di lavoro, al fine di individuare le modalità più appropriate per formalizzare il reinserimento richiesto.

In attesa di un riscontro scritto e confidando nella disponibilità a un confronto costruttivo, si porgono cordiali saluti.

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