Armiamoci e partite: il centrismo politico espressione della guerra
Un gruppo di esponenti del PD si è da tempo schierato a favore delle spese militari, in tanti casi sono gli stessi esponenti politici che hanno assunto posizioni filo israeliane.
Parte degli esponenti di destra, per capirci, del PD sono anche usciti dal partito giudicato troppo spostato a sinistra. L'effetto del fuoco mediatico contro la segretaria Pd è stato quello di spostare il centro sinistra, o una parte importante dello stesso, su posizioni inconciliabili con un programma alternativo all'economia di guerra. E allo stesso tempo chi accetta la guerra accetta anche la riduzione delle tasse per le classi più abbienti rifiutando l'aumento degli scaglioni fiscali.
Tutte queste manovre hanno come obiettivo sposare i piani di riarmo della Ue giudicati ormai strategici anche per il nostro paese, presentarsi alle elezioni del 2027 come gli alleati più credibili di Bruxelles, assumere posizioni neo liberiste temperate.
Siamo davanti al trionfo del classico centrismo che da anni si muove attorno alle figure di Renzi, Gentiloni, Letta, pronto a risuscitare Romano Prodi, il grande privatizzatore considerato a torto punto di riferimento per una alternativa alle destre.
Un disastro sociale e politico che poi produce meno tasse, sistema previdenziale inadeguato, salari bassi e in sostanza sposa gli interessi di destra in campo politico e sociale. E sono gli stessi che da tempo vanno costruendo una narrazione sulle guerre degli ultimi anni nei quali gli aggressori diventano aggrediti, in cui le spese militari sono indispensabili per respingere continue minacce alla nostra stabilità
Rearm Europe, programma SAFE,sono sotto i nostri occhi, basta volerli guardare
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