Speciale enti locali: il contratto non aggiunge risorse ma fa gravare gli aumenti di alcuni istituti sul fondo della produttività attuale

 Mancano le risorse per la contrattazione decentrata 2025 e 2026, o meglio il contratto non aggiunge risorse ma fa gravare gli aumenti di alcuni istituti sul fondo della produttività attuale

 



Abbiamo aspettato qualche giorno prima di entrare nel merito del contratto nazionale siglato, una volta tanto nel triennio di riferimento 2025\7
Un contratto fotocopia di quello precedente con una tendenza assodata a depotenziare il potere di contrattazione e di acquisto con aumenti inferiori al reale aumento del costo della vita.
In questi giorni abbiamo ricevuto critiche dal personale comunale per la riduzione della produttività dimenticando che nel calcolo andrebbero incluse le progressioni che assorbono risorse della parte fissa del Fondo della produttività ma restano stabilmente nelle retribuzioni del dipendente.
Il vero problema è rappresentato dal fatto che un tempo le progressioni venivano fatte da oltre il 90 per cento del personale mentre oggi è possibile solo per il 50 per cento degli aventi diritto e, di conseguenza, anche ripetendo le progressioni per più anni il numero degli esclusi è decisamente maggiore del passato.
Come avviene con le progressioni o i differenziali economici, qualcosa di analogo ritroviamo con gli incrementi stipendiali che si portano dietro aumenti nei valori orari di alcune voci del salario accessorio, che, a loro volta, incideranno sul fondo per le risorse decentrate. Se alcuni istituti contrattuali gravano sul fondo, accrescerne l'importo dopo tanti anni rende felici i beneficiari ma non gli altri con l'impoverimento del Fondo.
 
Chi ha sottoscritto questo Contratto avrebbe dovuto prevedere risorse maggiori nella costituzione del fondo per gli anni 2025 e 2026, avendo appurato che già per il 2027 gli incrementi potrebbero non essere sufficienti. 
 
Nel CCNL troviamo aumenti del tabellare con decorrenza fissata nel 1° gennaio di ciascun anno del triennio. 
 
Facciamo un esempio: l’aumento dello stipendio base previsto per gli istruttori dal 1° gennaio 2026, pari a 91,40 euro mensili si porta dietro l' incremento dell’indennità di turno di euro 0,05859 orario.  Voi obietterete che si tratta di cifre risibili ma se in un giorno le ore di turno sono mediamente sette, moltiplicate per i 20 giorni lavorativi nel mese si arriva ad un importo mensile di arretrati di 8,20 euro, che corrispondono ad un valore annuo di quasi 100 euro a dipendente. In un Comune con un corpo di Polizia municipale nutrito o in una casa di riposo di medie/grandi dimensioni, i numeri diventano significativi.
fonte: Sole 24 ore enti locali  
 
Il nuovo contratto non ha previsto incrementi del fondo per le risorse decentrate per l’anno 2026 e per l’anno 2025. Quindi se vogliamo gli arretrati delle voci di salario accessorio calcolate ai nuovi importi dovremo pagarli con il fondo della contrattazione decentrata di quest’anno con la riduzione dei premi legati alla performance (la produttività del mese di Luglio). Ad oggi non è dato sapere se le risorse del 2027 sono sufficienti oppure no come si evince da alcuni articoli pubblicati sulle riviste specialistiche.
Detto in altri termini se non si dispongono risorse per la contrattazione decentrata, senza incrementare le risorse nazionali, il rischio che corriamo è di perdere potere di acquisto e di vedere ridotta la produttività.
 
alcuni articoli di approfondimento
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti