Paralizzare la politica estera della Ue o spingerla invece alla guerra con la maggioranza qualificata?

 Ben 11 paesi Ue, tra i quali Francia, Germania e Paesi Bassi spingono verso una direzione: evitare veti che potrebbero bloccare il Riarmo e andare verso una politica estera aggressiva verso la Russia.



Parliamo di paesi che hanno sottoscritto la lettera su forte pressione tedesca, parlano di instabilità crescente, di tutela delle regole, di rinnovare e ampliare la capacità dei paesi Ue di mobilitarsi senza il principio della unanimità. 

Ricordiamo che il contesto in cui nasce questa ipotesi ossia quello del finanziamento della Ucraina e del sostegno militare, evitare che ci siano veti per affermare decisioni della maggioranza qualificata. Maggioranza qualificata significa far prevalere rispetto ad ogni veto il punto di vista tedesco. Non si tratta di modifiche da poche ma di uno stravolgimento dell'impianto originale della stessa Unione Europea.

Infatti alcune decisioni se prese a maggioranza potrebbero andare in questo momento storico verso la guerra, da qui le formule proposte quali la  Astensione costruttiva,  quando uno Stato membro si astiene invece di porre il veto, la Deroga speciale, in cui gli Stati membri possono adottare a maggioranza qualificata una decisione derivante da un mandato del Consiglio europeo o da una proposta presentata dall'Alto rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri (da qui il rafforzamento del ruolo oggi detenuto dalla Kallas che in politica estera sappiamo quanto sia vicina all'Ucraina. E infine la  Clausola passerella, quando il Consiglio europeo decide che gli Stati possono deliberare a maggioranza qualificata in politica estera.

La maggioranza qualificata (almeno il 55% dei Paesi Ue, con almeno il 65% della popolazione complessiva) venne deciso quasi 20 anni fa a Lisbona, ma allora la politica estera, le regole fiscali e l'allargamento della Unione a nuovi paesi era esclusa da questa ipotesi e rimandata alla unanimità. Oggi i tempi sono cambiati e si va verso nuovi equilibri e nuovi assetti. Sono i risultati della guerra


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