Salute e sicurezza sul lavoro e non solo a parole

 Intervento della Cub di Pisa al convegno del Sicobas a Bologna



Portiamo i saluti della Confederazione Unitaria di Base di Pisa, sui temi legati alla salute e sicurezza della forza lavoro, dentro e fuori i siti produttivi, pensiamo sia indispensabile praticare percorsi unitari, condivisi ed ampi.

Non è la solita retorica dell'unità dei lavoratori che suona come richiamo  sterile rituale in occasione di qualche sciopero, è prioritaria la salvaguardia della nostra salute se pensiamo alle malattie professionali in aumento, ai numeri relativi alle malattie oncologiche, alle migliaia di tumori all'anno e alle difficoltà nell'accedere a cure innovative, trascorrono in media circa 15 mesi per un paziente prima di accedervi, mesi di tempo impieghiamo prima di accedere a visite salva vita.

Siamo davanti a una situazione paradossale, il Governo parla di incremento della spesa sanitaria dimenticandosi che la spesa andrebbe sempre rapportata al PIL, analizzata in termini reali e non parziali.

L'obiettivo del 7 per cento della spesa sanitaria in rapporto al PIL dovrebbe essere perseguito come strategia di lotta sindacale e politica, a fronte invece di un depauperamento della sanità determinato anche da insane scelte come il numero chiuso nelle facoltà universitarie sanitarie, dalla autonomia differenziata che sancisce la disuguaglianza tra territori richiamando verso il Nord non solo pazienti in cerca di assistenza ma anche operatori sanitari ai quali si offrono condizioni lavorative e retributive decisamente migliori. L'ultimo contratto nazionale pubblico poi sancisce aumenti diseguali tra le varie figure professionali della sanità, si dividono i lavoratori invece di unirli alimentando disparità di trattamento economico inaccettabili. E la medicina del lavoro negli ultimi 20 anni ha subito un ridimensionamento pauroso

Partiamo da questa premessa di carattere generale perchè una rivendicazione in materia di salute e sicurezza non potrà che basarsi su un servizio sanitario potenziato ed efficiente, capace di restituire dignità economica anche a tutte le figure professionali esistenti. E' assurdo non spendere una parola sull'impoverimento della medicina del lavoro, sulla sua progressiva scomparsa in tempi nei quali ogni anno nascono nuove patologie e nuove malattie professionali. Il servizio sanitario nazionale va potenziato e difeso ma non acriticamente, tacendo ad esempio sulle convenzioni con soggetti privati imperanti in alcune Regioni del paese, questa annosa situazione è stata resa possibile dalla  costante e progressiva riduzione del servizio pubblico.

Le ultime statistiche diffuse parlano di una leggera riduzione degli infortuni e delle morti sul lavoro, parliamo di piccole percentuali che non cambiano il quadro della situazione, piccoli aumenti o piccole diminuzioni non incidono su un quadro di per sè preoccupante. 

Rispetto a qualche anno fa abbiamo evidenziato

  • la distanza dei rappresentanti dei lavoratori alla sicurezza rispetto alle organizzazioni sindacali, alle Rsu, alle RSA, ha prevalso quell'insano disvalore per cui il Rappresentante è parte della filiera aziendale e quindi in subordine alle posizioni datoriali. Lo vediamo ad esempio nella PA ogni qual volta si discute del DVR, dello stress correlato, il Rappresentante dei lavoratori non svolge una funzione elementare ossia quella di prendere dati e risultati per confrontarsi con la forza lavoro, per ricevere dalla stessa concreti indicazioni, suggerimenti  utili per interventi e correttivi.  Senza il confronto con la forza lavoro il Rappresentante dei lavoratori alla sicurezza non è di alcuna utilità se non per firmare i documenti datoriali che prevedono per legge il coinvolgimento dei rappresentanti. Se ci riduciamo a queste logiche arrendevoli e subalterne alla parte datoriale non saremo in grado di tutelare la salute e la sicurezza della forza lavoro, avremo anzi rinunciato a farlo fin dal momento della elezione o nomina come RLS.



  • le statistiche in nostro possesso di dicono che le condizioni di lavoro in alcuni settori degli enti locali, agenti Pm, servizi sociali, settori educativi, sono in fase di deterioramento, i documenti che analizzano lo stress da lavoro correlato parlano di rischio medio e non proprio elevato. A pesare sono le carenze di organico, la filiera del comando (nel caso della Pm) che risente anche delle derive securitarie di certi Sindaci, i mancati stacchi. Le aperture prolungate dei nidi, andare oltre le 42 ore di calendario scolastico senza organici adeguati, senza la possibilità di stacchi e ferie in quantità adeguata nel corso dell'anno, le turnazioni della Pm e i carichi di lavoro sono parte del problema. E sono tutte tematiche fuori dalla contrattazione sindacale, se avessimo potere contrattuale effettivo potremmo alleggerire i carichi di lavoro, ridurre lo stress e la insicurezza. Siamo davanti al classico esempio di come la riduzione del potere contrattuale abbia alla fine generato anche processi di insicurezza nei luoghi di lavoro alimentando anche la subalternità degli Rls ai dettami aziendali.
  • chiudiamo con due considerazioni basilari sulla condizione lavorativa all'interno del comparto socio sanitario, stiamo pensando a quante operano ad esempio nelle Residenze per anziani con strumenti di lavoro inadeguati, obsoleti e tali da non consentire corrette movimentazioni dei carichi. Alla lunga queste lavoratrici presentano un quadro clinico preoccupante con limitazioni e prescrizioni che in taluni casi hanno portato al licenziamento delle stesse. Se vieni assunta per svolgere alcune mansioni che dopo anni risultano incompatibili con il tuo stato di salute, se il medico competente dichiara la inabilità a certe mansioni, la cooperativa non sa dove collocarti e a quel punto partono con il licenziamento. E' avvenuto ad alcune lavoratrici mentre altre evitano di certificare al medico competente il loro effettivo stato di salute proprio per scongiurare il licenziamento. Questa situazione, di inaudita gravità, conferma anche le contraddizioni di un sistema incapace di tutelare la forza lavoro

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