Cottimo e caporalato: il controllo giudiziario su Glovo
L'accusa della Magistratura è di sfruttamento dei lavoratori, per questo la piattaforma Glovo è stata sottoposta a controllo giudiziario con iscrizione nel registro degli indagati dei managers da parte della Procura di Milano.
Parliamo di una delle piattaforme che portano il cibo a domicilio, parliamo di 40 mila riders che per una decina di ore lavorative al giorno percepivano al netto meno di 25 euro. Il Fatto Quotidiano parla di paga inferiore alla soglia di povertà di circa l'80 per cento, praticamente una condizione di semi schiavitù.
Un decreto che ci auguriamo sia pubblicato il prima possibile in cui sono riassunte centinaia di dichiarazioni e testimonianze, parliamo in prevalenza di migranti, di lavoratori dipendenti che invece non sono considerati tali. Giovo applica il contratto firmato dal sindacato tradizionalmente vicino alle destre ossia l’ugl, contratto che non prevede salari orari. Per una consegna si arriva al massimo a 2,50 euro
L'intervento della Magistratura arriva dopo il reiterato ripetersi di varie violazioni, paghe da fame, a dir poco, lavoro a cottimo e controllo delle prestazioni tramite gli algoritmi, turni fino a 12 ore al giorno per sette giorni alla settimana
A maggio 2025 Glovo aveva abbandonato l’uso dell’algoritmo passando al “free login”: tutti possono accedere liberamente e rendersi disponibili ma il caratterere eterodiretto del lavoro resta tale se a gestirlo è sempre la app.
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