Il paese senza laureati e con la mobilità sociale inesistente
- Nel 2024 in Italia la quota di persone con titolo di studio terziario nella fascia d'età 25-34 anni era del 32%. Dopo la Romania, è il dato più basso in Ue.
- La quota di giovani italiane laureate è superiore di 13,5 punti percentuali rispetto agli uomini.
- Negli ultimi anni c'è stato un incremento di laureati italiani nella fascia 25-49 anni. Ma solo 6 regioni superano la soglia del 30%.
- Nel 2022 solo in 81 comuni (meno dell’1%) la quota di laureati tra 25 e 49 anni era superiore al 40%.
I dati sono incontrovertibili e parlano di un paese nel quale i laureati sono veramente pochi, parliamo di ogni genere di laurea indistintamente, a conferma che gli ultimi 30 anni hanno peggiorato una situazione giù drammatica.
E i laureati prevengono da famiglie nelle quali i genitori sono spesso in possesso degli stessi titoli di studio a conferma di una società ferma con una mobilità quasi inesistente.
In alcune aree del paese il numero dei laureati è ancora più basso specie se ci riferiamo alle aree metropolitane o nelle regioni più lontane geograficamente dalle università
Dati impietosi anche a confronto di paesi europei con un Pil inferiore al nostro, nella Ue il 33,5% della popolazione europea compresa tra i 25 e i 74 anni risulta in possesso di un titolo di istruzione terziaria.
L’Italia, è tra gli ultimi posti quanto a titoli di studio, perfino il numero dei diplomati è del tutto insufficiente come si evince dall'elevato numero dei neet, dei giovani sotto i 30\2 anni che non lavorano e non studiano.
La domanda alla quale rispondere è molto semplice: prima di parlare di competitività del paese, la classe politica ha forse preso atto di questi numeri e, qualora la risposta fosse affermativa, cosa intende fare?
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