O nucleare o armi o tutte e due?

Stando a quanto leggiamo il Ministro Crosetto avrebbe scritto al collega Giorgetti per chiedere lumi in relazione alla spesa militare che il nostro paese vorrà sostenere


Sono palesi le divisioni interne al Governo riguardanti le priorità di spesa, se sia possibile investire in armi piuttosto che nella costruzione di nuovi impianti nucleari che rappresentano una forte tentazione per tanti partiti e ministri. Per dircela tutta costruire impianti nucleari in Italia è una priorità e una scelta azzeccata? Noi pensiamo di no, come crediamo folle accrescere le spese militari accogliendo le pressanti richieste della Alleanza Atlantica il tutto alla luce del fatto che il nostro paese avrebbe da utilizzare prima le rinnovabili e al contempo fare i conti con ma battuta d'arresto dell'economia.
 
E in ballo c'è proprio il  Safe, acronimo di Support for Ammunition and armaments production Framework, stiamo parlando di quello strumento finanziario da 150 miliardi di euro costruito ad arte per incrementare la produzione di sistemi d’arma e attrezzature militari entro i confini europei.
 
 La domanda è dirimente: l'Italia potrà permettersi questo ennesimo indebitamento e i soldi dei finanziamenti comunitari rientreranno nel novero del budget assegnato alla difesa o invece dovranno essere considerati a parte? L'Italia pare non voglia aumentare le spese per la difesa questo anno dopo la crisi determinata dalla guerra In Iran che ha accresciuto i costi dei generi elettrici 
Il Governo acquista tempo ma tergiversare su una materia così importante pregiudica anche i rapporti interni all'Esecutivo, la crisi rischi di propagarsi e metterebbe in cattiva luce agli occhi degli italiani l'intera maggioranza, per questo i ministri vanno in ordine sparso  dividendosi tra chi invoca il taglio delle accise, quanti chiedono maggiori investimenti nel piano Casa fino alle questioni dei bal­neari che per qualcuno rappresentano una priorità assoluta, ironia della sorta  in un paese nel quale attorno alle spiagge si sono mossi  privilegi e concessioni inaccettabili . 
 
Le risorse del Safe sono sono legate a con­tratti già esi­stenti, sono in ballo interessi colossali ma anche i rapporti con il complesso industrial militare. Intanto i listini del gasolio e della benzina schizzano alle stelle e prepccupa, non poco, la scadenza degli sconti accordati. La coperta è troppo corta e ad accorciarla sono state le guerre Usa e per questo diventa palese il contrasto su come spendere i soldi, quali impegni onorare e quali invece disattendere. 

Nella discussione in corsa mancano invece alcuni capitoli come la salvaguardia del potere di acquisto di salari e pensioni e le spese del welfare, se un anno fa si lavorava sugli sgravi fiscali oggi si pensa invece che un impianto nucleare sia la panacea di ogni penuria energetica. Si naviga a vista e alla fine saranno le classi subalterne e quella media a rimetterci non ricevendo risposte reali per superare una crisi sociale ed economica dai contorni devastanti
 

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