Iran, guerra per la sopravvivenza: analisi della crisi mediorientale; scontro di volontà nel tramonto dell’ordine liberale

 Iran, guerra per la sopravvivenza: analisi della crisi mediorientale; scontro di volontà nel tramonto dell’ordine liberale


Valutazione generale degli scenari di escalation della guerra nella fase attuale, intervento di Ahmad Puri
Oggi il mondo si trova in una situazione simile ai primi giorni della Prima guerra mondiale: una condizione fluida e pericolosa in cui ogni errore di calcolo può accendere le fiamme di un conflitto globale. Lo scontro attuale in Medio Oriente non va interpretato semplicemente come un confronto militare tra la Repubblica Islamica e il fronte USA-Israele, ma come una battaglia per ridefinire le regole del gioco nel XXI secolo.
1. Iran e strategia di sopravvivenza attiva
L’analisi della sopravvivenza dell’Iran si fonda su tre pilastri principali.
La leva marittima dell’Iran (Hormuz e Bab el-Mandeb) non è più una minaccia teorica, ma uno strumento per trasferire i costi della guerra sui partner asiatici ed europei degli Stati Uniti.
Sul piano interno, rapporti di media come il New York Times e analisi di Fareed Zakaria mostrano che la pressione militare, invece di provocare rivolte, ha portato a una securitizzazione dello spazio politico e al rafforzamento del nucleo duro del potere. Questa “coesione di fronte alla minaccia” ha prodotto effetti opposti rispetto agli obiettivi iniziali di Mossad e CIA.
Infine, la focalizzazione sulla guerra asimmetrica e sugli attacchi contro multinazionali e catene di approvvigionamento ha inserito gli Stati Uniti in un processo di logoramento, il cui esito non sarà una vittoria militare, ma una stanchezza strategica di Washington.
2. Il crollo delle illusioni egemoniche
L’ordine centrato sull’Occidente affronta una profonda crisi di legittimità. Quando Gareth Evans parla di “supremazia del potere sulla legge”, significa che gli Stati Uniti, ignorando il Consiglio di Sicurezza, hanno di fatto dato a Cina e Russia il permesso di agire allo stesso modo nelle loro sfere d’influenza.
Sigrid Kaag osserva giustamente che Washington e Tel Aviv possono vincere tatticamente, ma perdere strategicamente e nel mantenimento dell’ordine internazionale.
Anche le divisioni interne all’Occidente aggravano questa crisi: da un lato, movimenti anti-guerra negli Stati Uniti (rappresentati da figure come Brian McGinnis e Tucker Carlson) si sentono traditi; dall’altro, l’Europa, consapevole della propria vulnerabilità economica agli shock energetici, cerca percorsi indipendenti da Washington per relazionarsi con Teheran.
Oggi, nel cuore dell’Europa, si sentono voci favorevoli al superamento delle sanzioni contro Russia e Iran per garantire la sopravvivenza industriale.
3. Scenari di confronto: dalla guerra fredda regionale al “sabato terribile”
Per comprendere il futuro, occorre distinguere tre scenari:
Scenario 1: logoramento sostenuto (il più probabile)
Le parti evitano di superare le linee rosse finali, rispettando regole non scritte. Gli Stati Uniti colpiscono le catene di approvvigionamento, mentre l’Iran attacca basi regionali con droni e missili. Questo scenario è conveniente per Trump, perché evita un aumento del prezzo della benzina prima delle elezioni, e per l’Iran, che può ricostruire e mantenere leve strategiche.
Scenario 2: “sabato terribile” e bombardamento delle infrastrutture
Il termine richiama la sorpresa dell’ottobre 1973, quando le ipotesi di deterrenza crollarono. Se Trump o Netanyahu, per errore di calcolo, decidessero di bombardare l’isola di Kharg o le infrastrutture idriche ed elettriche urbane, l’Iran — secondo l’analisi di Sitrinovich (ex capo del dossier Iran nell’intelligence militare israeliana) — reagirebbe in modo estremo.
In questa fase, Teheran colpirebbe non solo obiettivi statunitensi, ma anche tutte le infrastrutture energetiche di Arabia Saudita ed Emirati. Ciò trasformerebbe una “operazione limitata” in una “guerra sociale totale”.
Scenario 3: collasso dell’intera regione
In questo scenario, gli Houthi e le milizie in Iraq e Siria agirebbero in modo coordinato e il prezzo del petrolio salirebbe oltre i 200 dollari. Non sarebbe solo una crisi economica, ma una sconfitta storica della politica estera statunitense, aprendo la strada alla mediazione di Cina e Russia.
4. Critica etica e politica: terrorismo economico e tradimento interno
Si deve affermare chiaramente che il comportamento di Trump e Netanyahu rappresenta un evidente caso di “terrorismo politico ed economico”. Nout Wellink (ex presidente della banca centrale olandese) considera il pericolo rappresentato da Trump superiore a quello dei terroristi convenzionali.
Ancora più vergognoso è l’atteggiamento di alcune correnti monarchiche iraniane che esultano per il bombardamento del proprio paese: questo tradimento resterà nella storia.
Chi pensa che l’Iran non possa fare la fine della Siria o ignora la storia dell’imperialismo o mente consapevolmente.
5. Conclusione: necessità di uno sguardo scientifico e oltre i dogmi
Dobbiamo superare il pensiero bianco-nero, religioso o emotivo. L’analisi deve essere scientifica e imparziale. Opporsi agli incendiari imperialisti non significa difendere governanti autoritari e criminali iraniani, ma difendere la vita di un popolo minacciato da politiche di distruzione e frammentazione.
La realtà odierna mostra che i leader statunitensi hanno abbandonato la maschera dei diritti umani e parlano apertamente della “legge della giungla”. In un mondo simile, come osservava Freud, finché gli imperi saranno pronti a distruggere i rivali, tutti dovranno essere pronti alla guerra.
Non è un caso che i paesi europei stiano aumentando significativamente i bilanci militari e le capacità belliche. Il mondo si prepara a nuovi conflitti del XXI secolo anche attraverso tecnologie avanzate, inclusa l’intelligenza artificiale.
Oggi, per garantire una pace reale, solo un socialismo fondato sulla giustizia globale può rappresentare un’alternativa all’imperialismo bellico che trova la pace solo nei cimiteri. La consapevolezza e l’auto-organizzazione dei cittadini iraniani e del mondo contro il nuovo fascismo sono l’unica via per evitare una catastrofe che minaccia la civiltà umana.

Con rispetto,

A. Puri (Olanda) – 26/03/2026
Valutazione generale degli scenari di escalation della guerra nella fase attuale, intervento di Ahmad Puri

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