La parola ai precari della cultura. Ripensare non solo il welfare ma il sistema di tassazione

  Caro Blog, 
siamo dei lavoratori precari dello spettacolo e vorremmo aprire un confronto reale su quanto sta accadendo. Molti di noi sono senza un euro, senza contratti e solo chi ha avuto accesso al Reddito di cittadinanza puo' avere qualche euro con cui  andare avanti, oppure siamo costretti a ricorrere ai buoni spesa che molti Enti locali hanno disciplinato in termini discutibili. Ad esempio, se una lavoratrice ha 350 o 400 euro di ammortizzatori sociali (quando arriveranno?) viene esclusa dai buoni alimentari o chi percepisce indennità di disoccupazione. Ma con poche centinaia di euro una famiglia puo' andare avanti? Pensiamo proprio di No.

Veniamo ad alcune domande e riflessioni

1)Come fa il lavoratore (es spettacolo/attore) a dimostrare che  in assenza di pandemia avrebbe lavorato...si guarda lo storico?ok noi ci troveremmo bene se si guardassero la totalità degli anni di lavoro  ma in questo modo sarebbero penalizzati i piu' giovani, quelli\e ad inizio carriera. ..Il teatro è da tempo in ginocchio e la tv/film riguarda davvero pochi fortunati...ma potremmo dire lo stesso per gli storici dell’ arte...a fronte di pochissimi posti di lavoro ve ne sono  migliaia a spasso
2) il salario sociale non e’ cosi’ diverso dal gia’ esistente reddito di cittadinanza , se si esclude una particolarita’ di settore e l’ emergenza economica post corona virus, ma il reddito di cittadinanza è a tempo e non si intrave possibilità di nuovi lavori socialmente utili
3) Quanti di noi hanno soldi in banca? Sono pochissimi, in banca ci andiamo per lo piu' a chiedere prestiti e contrarre debiti, molti\e di noi non hanno mai fatto in dieci anni una vera vacanza adattandosi a ogni genere di lavori e lavoretti e rinviando per anni un dentista, una macchina e perfino un motorino.  
4)Quanti sono allora i soldi necessari per andare avanti?  La soglia di povertà è troppo bassa, se poi aggiungiamo familiari a carico il rischio di finire in miseria è dietro l'angolo a meno di non ricorrere all'aiuto dei familiari
5)Da tempo non si prende in considerazione la miseria che attanaglia le famiglie un tempo middle class o settori che per quanto precari andavano avanti, ora la crisi ha investito anche questi settori.
Sono allora scontate alcune rivendicazioni ma bisogna capire come portarle avanti
  • Una sorta di Tobin tax che tassi le operazioni finanziarie speculative e speculative monetarie di un tot per garantire il welfare
  • La tassazione dei colossi del web che qui fanno profitti e mai pagano tasse
  • Il recupero  dei soldi  a fondo perduto regalati ai grandi capitalisti che poi hanno delocalizzato produzione e distrutto occupazione
  • Ridurre drasticamente le spese militari tipo F35
  • Stabilire una vera  progressivita’ della tassazione in Italia procedendo non piu’ per fasce...o per categorie ma tassando i reali guadagni annuali di ogni reddito...Ad esempio, in Italia, chi guadagna 38 paga come chi ne guadagna 56...dai centomila in su tutti con la stessa aliquota...quindi un multimilionario paga come uno da 100000...senza aliquote in progressione.(il discorso che tassando i ricchi poi non investono in italia e’ una minchiata dimostrata dai fatti...a fronte di sgravi e aiuti ecc...quando mai investono se non hanno super guadagni in previsione?)
  • diminuzione delle aliquote d’ imposta per le fasce piu’ povere ed aumento per quelle piu’ ricche sempre in progressione
Sarebbe il caso di iniziare la discussione, farlo ora prima che sia troppo tardi e qualcuno, i soliti noti, decidano per noi tutti\e

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