La distruzione di scuole e università in Libano, Striscia di Gaza e Iran. La guerra diventa furia distruttrice contro il sapere
Quanti occidentali, comodamente seduti al tavolo di un bar o davanti a una scrivania, hanno riflettuto sulla distruzione di scuole e università in Libano, Striscia di Gaza e Iran?
La comunità scientifica, educativa e intellettuale di casa nostra perchè non riesce (o non vuole) a farsi carico di denunce ed iniziative contro i bombardamenti che mirano a colpire e distruggere università, scuole e centri di ricerca. Basta agitare la bandiera palestinese o parlare astrattamente di boicottaggio accademico?
Molte volte abbiamo letto di effetti collaterali, causati in parte anche dall'ampio uso della intelligenza artificiale, la realtà è quella di una guerra che deliberatamente va a colpire i centri di ricerca e la produzione del sapere, gli spazi di socialità, gli ospedali e le biblioteche, la denuncia arriva anche dall'Osservatorio sull'Iran e dalla Società per gli Studi sul Medio Oriente (SeSaMO)
Sono state deliberatamente distrutte aule, scuole di ogni ordine e grado, biblioteche, laboratori, hanno perfino colpito perfino centri di ricerca in ambiti non riconducibili alla guerra, hanno distrutto laboratori di biomedicina e altri che si occupano di studiare e trovare le cure per svariate malattie, hanno distrutto decine di industrie farmaceutiche
Questo aspetto della guerra va saputo cogliere e non derubricato ad effetto collaterale, a mero errore di calcolo, del resto la uccisione di accademici e ricercatori nel tempo è stata presentata come eliminazione di pericolosi studiosi del male che si impegnavano alla realizzazione di armi di distruzione di massa e per questo finita nell'oblio
Le università diventano edifici da distruggere al pari di una rampa missilistica o di altri obiettivi militari, questa novità assoluta va saputa cogliere specie in Occidente ove la distruzione di beni archeologici da parte dei talebani veniva presentata come un atto di barbarie salvo poi scoprire che le guerre occidentali si sono macchiate di uguali nefandezze. La furia distruttrice ormai non opera alcuna distinzione tra obiettivi civili e militari
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