Lo sconfinamento della tecnica copre il mondo intero, di morte dello spirito.
Lo sconfinamento della tecnica copre il mondo
intero, di morte dello spirito.
di Tiziano Tussi
Una differenza che resisteva da secoli era la differenza tra Occidente ed Oriente, genericamente intesi. Ora la tecnica ricopre tali differenze che si fanno sempre più evanescenti, per rivestirsi di un abito tecnologico-informatico che tutto prende.
Usando scritti di Karl Lowith, esule in Giapone tra il 1936 ed il 1941, pe ragioni razzali, possiamo analizzare tale ipotesi, quella dell’indifferenza mondiale sotto il giogo della tecnologia informati. A pagina 62 e 63 di un suo scritto egli ci dice: “Che significa ora, però «occidentale», se il cosiddetto Occidente si nutre di tradizioni tanto diverse come il paganesimo greco e romano, il Cristianesimo latino e la tecnologia moderna? ...
L’irruzione industriale e tecnologica ha coinvolto quei mondi storici mutandoli radicalmente. Sicché, con l’ausilio di pochi, vecchi concetti, diventa sempre più difficile tracciare confini precisi tra queste due metà del mondo.” (Scritti sul Giappone, Rubbettino, 1995) Una definizione asettica e cruda ricopre oramai il mondo intero ed anche aree che parevano offrire modelli sociali e politici alternativi, diversi da quelli occidentali, si sono uniformate. Basti pensare al comportamento dell’attuale governo giapponese di fronte al problema della guerra e del disarmo.
Il governo del Paese del Sol Levante ha fisicamente, da qualche decennio, abbassato le soglie della produzione e della vendita di armi in aree interessate, a Paesi che per diverse ragioni ne facevano richesta. L’attuale governo, la prima volta di una donna alla sua guida, sta velocemente innalzando tale possibilità di produzione e di vendita di armi militari.
L’industria delle armi si avvale di un livello tecnologico rilevante. Questi viene a distruggere le differenze culturali del Giappone mettendo il traffico e profitti ad esso collegati il primo obiettivo da perseguire. Leggere letteratura giapponese, come la sua filosofia, in senso lato, ci porta verso un mondo di attenzione verso la frammentazione, il delicato livello di equilibrio tra le cose, la voglia di leggerezza e di attenzione verso l‘esile della vita. Ogni comportamento diventa perciò esageratamente significato, anche se no porta a nulla di sostanziale. Basti ricordare ad esempio la pratica di “servire il tè” che ci innalza verso una elevazione dello spirito in un comportamento che in sé rappresenta molto poco.
Famoso è stato, non troppo tempo fa, il film Morte di un maestro del tè (1989), sulla vita di Sen no Rikyū (XVI secolo). Insomma, organizzazioni di vita diametralmente opposte alla frenesia occidentale. Tutto questo si sta spegnando velocemente e l’abbattimento della differenza Oriente-Occidente (Giappone, Cina ancora di più, ed altre aree orientali) ci porta verso una uniformità finanziaria che gioca appunto sulla piattaforma tecnologico- informatica.
Basta riandare ad un libro di qualche tempo fa di Goffredo Parise (2008), titolo che dice già molto, e che riporta scritti dello stesso per il Corriere della Sera degli anni ’80. Un estratto: “…la comunicazione occidentale, in confronto a quella giapponese, era diretta sì ma rozza, logica ma inelegante, rapida ma senza sfumature, analitica ma totalmente priva di senso estetico.” (pag. 33) Orbene queste ed altre differenze vanno scomparendo e scompaiono o sono già scomparse in aree dell’oriente.
Tale uniformità rende arida la vita sul nostro pianeta distruggendo le differenze in virtù di un obiettivo cui si anela sempre più: la rete, l’informatica, il cellulare, i computer di sempre più ultima generazione. Ogni uniformità è morte in vita e perciò dovremmo portare massima attenzione e resistenza a questo destino che appare sempre più imperante, invadente e quotidiano.
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