Se vuoi la pace prepara la guerra? Per quale ragione solo un militare può conoscere e trasmettere il valore della pace?

 A margine di una iniziativa "di solidarietà" aperta a scolaresche e associazioni di volontariato abbiamo ascoltato l'intervento di un graduato nel ricordare come siano proprio i militari a valorizzare il significato della pace.


Le guerre vedono un elevato numero di morti tra i civili, anzi gli ultimi conflitti con armi ad alto tasso tecnologico e utilizzo della Intelligenza artificiale hanno mietuto un elevato numero di vittime tra la popolazione.

Più dei militari sono proprio i civili e i profughi ad avere gli strumenti e le conoscenze, sperimentate sulla loro pelle, per parlare di guerra e di pace.

Non è una nota polemica ma la mera constatazione di come il motto latino "se vuoi la pace prepara la guerra" sia entrato nell'immaginario collettivo e declinato in svariati modi.

La seconda riflessione scaturisce invece dal considerare attività didattica di istituto, con tanto di deliberazione, la presenza di intere classi a giornate di solidarietà che vedono la presenza centrale dei militari. E queste giornate sono considerate alla stregua di attività didattiche e di orientamento.

Ci chiediamo se scelte siffatte sarebbero state possibili in contesti diversi e senza la presenza dei militari. A pensar male qualche volta ci si indovina

Commenti