L'Europa dimentica gli extra profitti

Con l’annun­cio della ria­per­tura dello Stretto di Hor­muz, parrebbe interrompersi la spirale al massimo rialzo dei prezzi dell’ener­gia, se da questo Stretto passeranno le navi cariche di petrolio e di gas i costi della benzina, per intenderci, dovrebbero tornare a livelli "accettabili" che poi tanto accettabili non lo sono da anni.



 In estrema sintesi abbiamo riportato la notizia che oggi leggeremo su gran parte della stampa, la Com­mis­sione Ue intanto dovrà presentare qualche correttivo per evitare in futuro ripercussioni tanto negative sull'andamento dei prezzi. 

Ma da quanto leggiamo non c'è traccia della tassa sugli extra-pro­fitti, la tassa sulle imprese energetiche è stata bocciata nelle commissioni e dalla presidente Von der Leyen. 

Neanche il disac­cop­pia­mento tra gas ed elet­tri­cità (i prezzi del gas influenzano i costi dell'energia) è all'orizzonte, nessun intervento sulla spirale speculativa a livello finanziario, i soliti palliativi potrebbero  profilarsi come soluzioni , ad esempio un giorno di smart wor­king a set­ti­mana, abbassare le temperature d'inverno e alzarle in estate, qualche incentivo per il trasporto pubblico

Poca roba se pensiamo alle ricadute sull'economia e sulle famiglie, si continua a parlare di efficienza e transizione energetica per far cambiare gli elettrodomestici e promuovere una nuova generazione di macchinari. Di aiuti diretti invece per atte­nuare gli effetti della guerra su fami­glie e imprese ve ne saranno ben pochi e soprattutto non ci saranno spazi per la tassa sugli extra-pro­fitti, al massimo qualche voucher, i grandi capitali economici e finanziari potranno dormire sonni tranquilli


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