L’importanza del 25 Aprile Il 25 aprile non è una festa come le altre.

 

L’importanza del 25 Aprile

Lettera al blog di un sedicenne



Il 25 aprile non è una festa come le altre. È il giorno in cui l’Italia ha scelto da che parte stare. Il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione generale contro l’occupazione nazifascista. In città come Milano e Torino i partigiani scesero in strada, liberarono fabbriche, fermarono i nazisti in ritirata e posero fine alla dittatura. Pochi giorni dopo, il regime di Benito Mussolini crollò definitivamente. Ma questa data non nasce dal nulla.

 È il risultato di anni di lotta, iniziata dopo l’Armistizio di Cassibile dell’8 settembre 1943, quando l’Italia si trovò divisa e occupata dalle truppe di Adolf Hitler. In quel momento, migliaia di uomini e donne — operai, contadini, studenti — scelsero di non piegarsi. 

Nacque così la Resistenza: una guerra di liberazione ma anche una scelta morale. Combatterono nelle brigate partigiane di diverse ispirazioni politiche: comunisti, socialisti, cattolici, azionisti. Tra loro c’erano figure come Sandro Pertini, Ferruccio Parri, Tina Anselmi.  

Ma soprattutto c’erano migliaia di persone comuni, spesso giovanissime, che hanno rischiato e perso la vita per un’idea di libertà. E qui entra lo sguardo di sinistra: la Resistenza non è stata solo una lotta contro il fascismo, ma anche contro l’ingiustizia sociale. Molti partigiani sognavano un’Italia diversa: più giusta, più uguale, dove il lavoro fosse al centro e i diritti non fossero privilegi. Non è un caso che dalla Resistenza nasca poi la Costituzione italiana, che mette al primo posto il lavoro e l’uguaglianza sostanziale.

Festeggiare il 25 aprile oggi significa ricordare che la libertà non è mai regalata. Significa riconoscere che senza quella lotta non avremmo diritti fondamentali: votare, esprimerci, organizzarci. E significa anche vigilare, perché certe idee — autoritarie, razziste, violente — non sono scomparse per sempre.

Il 25 aprile è anche un richiamo all’impegno: non basta ricordare, bisogna continuare a lottare contro le disuguaglianze, contro lo sfruttamento, contro ogni forma di oppressione. La Resistenza non è solo passato: è un’eredità viva. Per questo il 25 aprile si festeggia. Non solo per ciò che è stato, ma per ciò che ancora deve essere. Perché la libertà, senza giustizia, resta incompleta.

 

                                                                                             Thomas Diego Costanza -

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