“Partigiani della pace”. La scelta della non violenza e del disarmo totale.
“Partigiani della pace”. La scelta della non violenza e del disarmo totale.
La loro voce si colloca in una tradizione alta dell’impegno civile italiano, dove la scrittura non è mai separata dalla responsabilità pubblica. Laura Tussi è da anni una presenza costante nel panorama del giornalismo pacifista: scrittrice, docente e giornalista, porta avanti una riflessione rigorosa sui temi della nonviolenza, del disarmo nucleare, della memoria storica e dell’educazione interculturale. La sua collaborazione quotidiana con FarodiRoma rappresenta uno dei luoghi più significativi di questa testimonianza civile. I suoi articoli affrontano i conflitti contemporanei, la proliferazione nucleare, la critica alla militarizzazione e il nesso tra giustizia sociale, tutela ambientale e costruzione della pace, mantenendo sempre un filo rosso preciso: la convinzione che la convivenza pacifica possa nascere solo da una trasformazione culturale profonda e condivisa.
Su FarodiRoma, Laura Tussi richiama costantemente il valore dell’antifascismo come pratica quotidiana di democrazia e responsabilità. La Resistenza non viene evocata come memoria retorica, ma come fondamento concreto di cittadinanza attiva e partecipazione. Dai luoghi della memoria al Manifesto di Ventotene, fino al lavoro pedagogico nelle scuole, emerge una prospettiva in cui l’educazione diventa strumento di prevenzione delle discriminazioni e delle radicalizzazioni. La scuola, per Tussi, è il primo laboratorio di pace.
Accanto a lei, Fabrizio Cracolici rappresenta il versante della ricerca storica, della memoria partigiana e dell’attivismo sociale. Ricercatore, videomaker e operatore di pace, Cracolici lavora da anni per costruire un ponte tra le generazioni, tra i testimoni della Liberazione e i giovani di oggi. Nipote di Ignazio Cracolici, ferroviere mandato al confino per aver rifiutato il fascismo, Fabrizio ha trasformato questa eredità familiare in un percorso pubblico di impegno per i diritti umani, il clima e la pace.
La coppia, nella vita e nell’impegno, ha trovato nel libro I Partigiani della Pace una sintesi potente del proprio percorso comune. Il volume, pubblicato da EMI Editrice Missionaria Italiana, afferma che la pace è soprattutto disarmo: una dimensione non solo interiore, ma concreta, sociale e politica, fatta di dialogo tra popoli, accordo tra minoranze e rifiuto della logica bellica. Il testo richiama l’eredità storica dei movimenti pacifisti e rilancia l’idea che oggi essere “partigiani” significhi schierarsi apertamente contro la guerra, contro la finanza delle armi e contro l’autoritarismo che cresce insieme alla cultura del riarmo.
Nell’intervista per Donne che vengono da Marte, così come nelle numerose presentazioni pubbliche e nei contributi giornalistici, Tussi e Cracolici insistono su alcuni punti centrali: antifascismo, interculturalismo, resistenza e cittadinanza non sono parole del passato, ma strumenti indispensabili per costruire una pace autentica. Non basta invocare la fine delle ostilità: serve una rivoluzione culturale che renda impossibile il ritorno della guerra come normalità politica.
Il loro impegno quotidiano su FarodiRoma testimonia proprio questo: un giornalismo che non si limita a raccontare i fatti, ma prova a indicare percorsi alternativi, fondati sul dialogo, sulla diplomazia, sul disarmo e sulla responsabilità collettiva. In tempi segnati dalla corsa agli armamenti e dalla banalizzazione della violenza, la scrittura di Laura Tussi e il lavoro condiviso con Fabrizio Cracolici rappresentano una forma concreta di resistenza civile.
Essere partigiani della pace, oggi, significa scegliere da che parte stare. E Laura Tussi e Fabrizio Cracolici lo fanno ogni giorno, con coerenza, studio, memoria e parola pubblica: perché la pace non sia una parentesi tra due guerre, ma il progetto permanente di una nuova convivenza umana.
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