L'incubo della recessione di Kikko Schettino
Mentre il blocco navale USA dinanzi Hormutz si propone di definire un nuovo capitolo del conflitto ormai palese tra capitale legato al dollaro e quello legato alle valute asiatiche, il resto del mondo comincia a leccarsi le ferite e a contare i danni immediati e prospettici che si vanno delineando con più chiarezza.
Giorgetti, ammettendo che l'Italia probabilmente andrà in recessione non fa altro che fare eco a quanto detto dalla direttrice del Fondo monetario internazionale solo qualche giorno prima che ha esplicitamente affermato che le stime di crescita per il 2026, pur partendo da una base insoddisfacente - poco più del 3% a traino cinese - dovranno essere riviste significativamente al ribasso.
Anche in Italia spettri di stagflazione e concetti vacui dei cardinali dell'ortodossia vengono spacciati per non ammettere che la crisi è sistemica e che la guerra è una sua conseguenza e non una causa.
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