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Lo stabilimento di Cassino di Stellantis sarà ceduto in co working ai cinesi?

 Spezzeremo le reni alla Grecia, quanti di noi avranno sentito almeno una volta, in vita loro, questa frase? Con la stessa sinistra prosopopea ricordiamo slogan e promesse quali "i cinesi non ci comprano", o "non venderemo le nostre eccellenze", intanto la realtà supera anche le meno rosee previsioni.

Anni fa scrivevamo che tra le opzioni di Stellantis, per superare una crisi irreversibile di vendite e di programmazione, ci sarebbero state due opzioni: cedere parte della produzione al settore militare attraverso una riconversione pagata dallo Stato o affittare gli stabilimenti ai cinesi, una sorta di co-wor­king per la produzione di vetture con richieste senza dubbio maggiore di quelle a marchio Stellantis.



La sovra­ca­pa­cità pro­dut­tiva in Europa rispetto ai volumi, la crisi del prodotto, gli elevati prezzi e non concorrenziali con prodotti orientali a tasso tecnologico elevato prima o poi sarebbero tornate a galla, è stato sufficiente che le vendite negli Usa subissero qualche rallentamento (migliaia di licenziamento e riduzione delle vendite) e intoppo per acuire le contraddizioni.

Giorni fa ne ha parlato Bloom­berg, la trat­ta­tiva sarebbe già avanti con la scelta di 4 siti produttivi, tra i quali Cassino, da cedere alla produzione di vetture Cinesi, del resto sono meno di 3 mila le vetture prodotte nei primi tre mesi dell'anno nello stabilimento del basso Lazio.

Allora ben venga l'accordo con la cinese Dong­feng che poi riguarderà altri stabilimenti europei due quali almeno in Francia. Questa scelta trova concorde il Governo Meloni desideroso di spengere una miccia prodotta da eventuali esuberi? E dopo avere ceduto sovranità (ironia della sorte dei sovranisti) nazionale attraverso le basi Usa e Nato sul territorio italiano attendiamoci ben altro, questa volta in campo economico.

Gli esuberi sono già una realtà, si parla di oltre 400 incentivi all'esodo a Melfi, in 4 mesi le uscite concordate negli stabilimenti italiani di Stellantis, stando a dati sindacali, sono state circa un migliaio, del piamo industriale non c'è traccia al contrario dei tagli occupazionali. Da qui la idea di cedere a un marchio cinese l'uso degli stabilimenti, il tramonto della meccanica italiana, la fine di un'epoca


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