La fine della contrattazione negli Enti locali

I trasferimenti interni, le mobilità sono fuori dalla contrattazione sindacale e perfino dal confronto con la Rsu. 



E' bene ricordare che le materie dirimenti continuano ad essere escluse dalla contrattazione sindacale, davanti a dei trasferimenti  in una direzione, in un comando della Polizia locale o nei nidi a gestione diretta il sindacato è di fatto impotente trattandosi di materia demandata alla potestà organizzativa e gestionale dei dirigenti.

Davanti a spostamenti irrazionali, talvolta penalizzanti o perfino vendicativi il sindacato dovrebbe almeno chiedere spiegazioni  ma neanche questo viene fatto. per non attirarsi le ire delle figure apicali nell'Ente o degli amministratori

La esclusione di tante materie dalla contrattazione ha sancito nel tempo la debolezza e la sostanziale sconfitta del sindacato impossibilitato ad intervenire nel contrasto di atti che non sono solo organizzativi ma presentano connotati diversi sancendo dei rapporti di forza a solo vantaggio della parte datoriale.

Contrattiamo ad esempio le risorse decentrate ma siamo costretti ad accettare l'incremento della parte variabile del fondo scambiandolo con l'aumento di alcune spese (ad esempio per le EQ) che dovrebbero essere finanziate a parte e con risorse aggiuntive della Amministrazione, in deroga agli stringenti tetti di spesa.

Contrattiamo sui criteri della performance ma senza mai rimettere in discussione la inutilità e i danni derivanti dalla ideologia del cosiddetto merito. Siamo quindi impotenti davanti allo strapotere della performance e del potere dirigenziale.

Discutiamo delle procedure dei criteri delle Progressioni economiche ma nulla possiamo sul limite al 50 per centro degli aventi diritto che nel tempo esclude dalla progressioni quote crescenti di personale. 

Possiamo entrare nel merito dei criteri generali di attuazione del lavoro agile ma poi la decisione finale spetta ai dirigenti. 

E quando si parla di turnazioni e orario di lavoro il nostro potere è pari a zero, contrattare i criteri generali significa ben poco e nei fatti si traduce in nulla di fatto vista la genericità del tutto, una genericità costruita ad arte per sottrarre potere contrattuale effettivo e accontentandosi di ruoli formali che poi sanciscono la perdita di credibilità del sindacato stesso. 

E infine il welfare integrativo, siamo a finanziarlo con il nostro Fondo rinunciando a parte della produttività, più che una conquista sembra una autentica debacle

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