Dall’equilibrio del Bipolarismo all’instabilità dell’Unilateralismo
Dall’equilibrio del Bipolarismo
all’instabilità dell’Unilateralismo
Dopo il 1945, finita la Seconda Guerra mondiale, l’assetto
geopolitico mondiale cambiò in modo molto profondo con la divisione in due
grandi blocchi contrapposti: da una parte il blocco influenzato dagli Stati
Uniti d'America e dall’altra quello guidato dall’Unione Sovietica. Questa
divisione prese il nome di Bipolarismo, perché la struttura mondiale risultò
caratterizzata dalla presenza di due “poli” contrapposti. Non fu solo una
contrapposizione solamente politica e militare, ma anche ideologica ed economica:
secondo la diffusa opinione del tempo gli Stati Uniti rappresentavano il
capitalismo e la democrazia liberale, mentre l’Unione Sovietica rappresentava
il socialismo e un sistema politico a partito unico.
Durante il Bipolarismo si verificò la cosiddetta “Guerra
Fredda”, un periodo di tensione geopolitica tra gli Stati Uniti d'America e il
blocco occidentale, da una parte, e l'Unione Sovietica e il blocco orientale
dall’altro, durato circa quarant’anni, dal 1947 circa al 1989. In questo
periodo le due superpotenze non combatterono mai direttamente guerre tra loro,
ma si affrontarono in modo indiretto, attraverso alleanze, crisi internazionali
e guerre locali.
Nel dopoguerra gli Stati Uniti aiutarono la ricostruzione
dell’Europa occidentale con il Piano Marshall, un vasto programma di aiuti
economici per la ricostruzione dopo le distruzioni causate dalla Seconda Guerra
mondiale, mentre l’Unione Sovietica rafforzò il suo controllo sui paesi
dell’Est europeo. In questo modo l’Europa venne divisa in due grandi blocchi:
quello occidentale e quello orientale, separati simbolicamente dalla “cortina
di ferro”, un'espressione utilizzata in occidente per indicare la linea di
confine che divideva l'Europa in due zone di diversa influenza geopolitica.
Questa divisione si rafforzò anche dal punto di vista militare con la nascita
della NATO, North Atlantic Treaty Organization (in italiano, Organizzazione del
Trattato dell'Atlantico del Nord) nel 1949, che era un trattato firmato tra
Stati Uniti, Canada e stati dell’Europa occidentale, che aveva come obiettivo
prioritario la salvaguardia della sicurezza degli Stati firmatari attraverso
mezzi politici e militari, e del Patto di Varsavia del 1955, un trattato
analogo tra l'Unione Sovietica e sette paesi dell'Europa orientale. Il Patto di
Varsavia sarà poi sciolto nel luglio del 1991, poco prima della dissoluzione
dell’URSS.
Durante la Guerra Fredda si verificarono momenti di forte
tensione che fecero temere una guerra mondiale nucleare come nel caso della
Crisi dei missili di Cuba del 1962, quando Stati Uniti e Unione Sovietica
arrivano molto vicini a un conflitto diretto. Nel corso degli anni del Bipolarismo
i conflitti armati tra le due superpotenze non avvennero mai direttamente, ma
attraverso altri paesi che appartenevano a uno dei due poli o una delle
superpotenze contro un paese del blocco avverso. Un esempio tra tutti la guerra
fra Stati Uniti e Vietnam del nord tra il novembre 1955 e l’aprile 1975.
Nonostante le persistenti tensioni, questo sistema consentì
un certo equilibrio mondiale detto anche “equilibrio del terrore” sostenuto
anche attraverso la deterrenza nucleare, trasformando il rischio di
annientamento reciproco in una forma di stabilità internazionale. Gli arsenali
atomici erano visti come lo strumento decisivo per impedire l'aggressione
diretta dell'avversario.
Negli anni ’80 però il sistema sovietico entrò in crisi per
l’obsolescenza dell’apparato produttivo. Il leader dell’epoca, Michail
Gorbaciov, provò a introdurre riforme come la Glasnost (trasparenza) e
Perestrojka (ristrutturazione) per riformare l'URSS. La Glasnost introdusse
libertà di espressione e trasparenza, mentre la Perestrojka cercò di
liberalizzare l'economia, portando però inaspettatamente alla caduta
dell'Unione Sovietica. Infatti, nel 1989 cadde il Muro di Berlino, il simbolo
della divisione tra Est e Ovest, e finì la Guerra Fredda. Nell’agosto del 1991
Gorbaciov si dimise dopo aver subito un colpo di stato durato solo tre giorni e
nel dicembre dello stesso anno l’Unione Sovietica si sciolse, decretando anche
la fine del Bipolarismo.
La fase post-bipolare
Dopo il 1991 l’assetto geopolitico globale è diventato
sostanzialmente Unipolare, cioè dominato dagli Stati Uniti che hanno ampliato la loro influenza verso molti paesi
che prima erano alleati dell’Unione Sovietica. Inoltre, con il crollo
dell'Unione Sovietica, è venuta meno l’azione di allentamento delle tensioni
etniche, nazionaliste e territoriali. Il disimpegno sovietico in alcune aree ha
lasciato spazio a conflitti regionali prima sopiti.
Scomparsa la necessità di allinearsi a uno dei due blocchi,
alcuni stati hanno vissuto guerre civili interne (es. Jugoslavia) o conflitti
tra stati confinanti per la supremazia locale, senza che vi fosse una forza
esterna in grado di imporre una rapida risoluzione. Come è stato il conflitto
tra Armenia e Azerbaigian che scoppiò proprio mentre l'autorità centrale di
Mosca svaniva. Senza l'Armata Rossa a imporre l'ordine, le rivendicazioni
territoriali sopite per 70 anni sono diventate guerra aperta.
La nuova strategia degli Stati
Uniti, presentata nel 1991 dopo la Guerra del Golfo, puntava a rafforzare la
leadership mondiale americana nel nuovo ordine internazionale. In questo
contesto cambiò anche il ruolo della NATO, che da alleanza difensiva iniziò ad
avere un ruolo più attivo nelle strategie geopolitiche occidentali.
Dopo lo
scioglimento del Patto di Varsavia nel luglio del 1991, la NATO avviò la
politica di “porte aperte” verso i paesi dell’Europa orientale. Secondo molti
analisti questa scelta fu legata non solo alla NATO stessa, ma soprattutto alla
politica estera degli Stati Uniti, orientata ad ampliare la propria influenza
economica, geopolitica e militare. Alcuni paesi dell’Est, come i baltici e la
Polonia, entrarono nell’Alleanza Atlantica memori dei conflitti del passato con
la Russia, ma Mosca interpretò l’espansione della NATO come una minaccia alla
propria sicurezza nazionale.
Nel 1999
entrarono nella NATO Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca, segnando l’inizio
dell’espansione verso Est.
Negli anni
successivi l’Alleanza continuò ad allargarsi fino ad avvicinarsi sempre di più
ai confini russi. Questo processo aumentò le tensioni tra Russia e Occidente e
contribuì a creare un clima di forte instabilità internazionale, soprattutto
nelle aree dell’Europa orientale e dell’ex Unione Sovietica.
Questa situazione comunque ha creato insicurezza e tensioni
all’interno della Federazione Russa come denunciato da Putin alla conferenza
internazionale sulla Sicurezza di Monaco di Baviera nel 2007.
Negli anni 2000 la Russia, guidata da
Vladimir Putin, ha cercato di tornare a essere una grande potenza e di avere
più influenza nello scenario internazionale. Un momento importante di questa
nuova fase è stata la Guerra in Georgia del 2008, nota anche come guerra dei
cinque giorni o guerra russo-georgiana, un conflitto armato tra e le di Ossezia
del Sud e Abcasia e la Georgia, con intervento della Russia.
Pochi anni dopo, le tensioni sono
continuate anche in altre aree, come nel Donbass. In questa zona si sono
scontrati in una guerra iniziata nel 2014 l’esercito dell’Ucraina e gruppi
separatisti russi, con una forte influenza e intromissione occidentale per la
salita al potere di un presidente filoccidentale.
Questo conflitto dimostra che le tensioni tra Russia e
Occidente non sono mai sparite, ma si sono trasformate in nuove crisi regionali
come l’escalation del conflitto avvenuto nel febbraio 2022 a seguito
dell’ingresso diretto della Russia nel conflitto in conseguenza della volontà
della Nato di far entrare l’Ucraina come stato membro effettivo.
In generale, dal 1945 al 2008 si passa da un mondo diviso in
due blocchi con un assetto stabile ben definito a una fase più complessa, in
cui non esiste più un equilibrio semplice come quello della Guerra
Fredda.
Nel periodo dopo la fine del bipolarismo e quindi dopo la
fine dell’equilibrio che si basava sulla deterrenza nucleare, detto “equilibrio
del terrore” gli Stati Uniti hanno iniziato ad esercitare la loro influenza
mondiale a livello geopolitico, economico e militare con una egemonia senza
precedenti.
L’egemonia Usa in campo finanziario
Gli Stati Uniti hanno consolidato il primato finanziario
globale non solo tramite il dollaro e Wall Street ma controllando i anche i
"binari" su cui viaggia il denaro. Lo SWIFT (Society for Worldwide
Interbank Financial telecommunication) e il CHIPS (Clearing House Interbank
Payments System) sono piattaforme imposte dagli Stati Uniti e utilizzate nelle
transazioni economiche internazionali. Ciò conferisce al governo statunitense
il potere di utilizzare il dollaro e le piattaforme interbancarie come “arma politica”
avendo la possibilità di escludere tramite le sanzioni dalle transazioni
internazionali gli stati che non si uniformano alle loro linee
geopolitiche.
Negli ultimi anni la Cina, per rompere il monopolio
statunitense, ha sviluppato il CIPS (Cross-Border Interbank Payment System).
Questa piattaforma permette di regolare scambi e transazioni economiche
bypassando i nodi di controllo occidentali, offrendo un'alternativa sicura per
i paesi BRICS (paesi appartenenti ad un gruppo di economie emergenti (Brasile,
Russia, India, Cina, Sudafrica) e quelli colpiti da sanzioni Statunitensi che
vogliono sottrarsi alla giurisdizione del dollaro.
Commento personale
A mio parere il periodo del Bipolarismo, anche se era molto
teso e pericoloso, aveva una sua forma di equilibrio perché le due superpotenze
si controllavano a vicenda e questo evitava una guerra diretta. Dopo la sua
fine, il mondo è diventato più instabile, perché non esiste più un sistema
chiaro che regola i rapporti tra le grandi potenze. Inoltre, si può osservare
che alcune scelte politiche ed economiche del periodo post-Guerra Fredda hanno
contribuito a creare nuove tensioni soprattutto tra NATO e Russia nel caso
della guerra in Ucraina. Per questo oggi la situazione internazionale appare
più complicata e meno prevedibile rispetto al passato.
Vincenzo Di
Noia
II
AAFM
ITE A.
Pacinotti
Fonti
Bipolarismo e Guerra Fredda: https://www.treccani.it/enciclopedia/guerra-fredda/
Piano Marshall: https://www.britannica.com/event/Marshall-Plan
NATO e Patto di Varsavia: https://www.nato.int/
Crisi di Cuba: https://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_dei_missili_di_Cuba
Caduta del Muro di Berlino: https://www.britannica.com/event/Berlin-Wall
Glasnost e Perestrojka: https://www.treccani.it/enciclopedia/perestrojka/
Allargamento della NATO e crisi ucraina:
https://codice-rosso.net/la-crisi-ucraina-origine-sviluppi-e-prospettive-parte-i-di-andrea-vento/
Guerra in Ucraina _ https://tg24.sky.it/mondo/approfondimenti/perche-russia-invade-ucraina
SWIFT e CHIPS: https://valori.it/russia-ucraina-sanzioni-swift/
Sistema CIPS cinese: https://www.facebook.com/61553792766300/posts/-russia-e-cina-hanno-formalizzato-la-rottura-definitiva-con-il-sistema-finanziar/122234306384126425/
Codice rosso, Crisi Ucraina Andrea Vento (Parte 1) https://codice-rosso.net/la-crisi-ucraina-origine-sviluppi-e-prospettive-parte-i-di-andrea-vento/
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