RUSSIA-UCRAINA EUROPA SABOTAGGIO NATO AI NEGOZIATI RUSSIA-UCRAINA 2022

 RUSSIA-UCRAINA EUROPA SABOTAGGIO NATO AI NEGOZIATI RUSSIA-UCRAINA 2022



Ennio Ramondino, Remocontro 23.5.26

Ai negoziati di Istanbul dell’aprile 2022 Russia e Ucraina avevano concordato la pace, poi la Nato spinse Kiev a proseguire la guerra. Un libro di rivelazioni: Richard Sakwa, «The Russo-Ukrainian War: Follies of Empire», Ted Snider, su The American Conservative, e Davide Malacaria su Piccolenote.
La Nuland del ‘vaffa Ue’
«Persino Victoria Nuland, ex sottosegretaria di Stato americana per gli affari politici e referente per l’Ucraina nell’amministrazione Obama, ha affermato che i negoziati di Istanbul sono falliti quando delle ‘persone al di fuori dell’Ucraina’ hanno messo in discussione l’accordo».

La verità rovesciata

«Sette degli otto membri della delegazione [ucraina] confermano che a Istanbul era stato raggiunto un accordo di pace dettagliato’. L’ottavo non lo confermò perché non poté: Denis Kireev fu assassinato dai servizi segreti ucraini al suo ritorno a Kiev dai colloqui in Bielorussia».

Testimoni del dopo

«David Arakhamia, leader del partito Servi del Popolo di Zelensky al parlamento ucraino, era uno dei due capi della delegazione negoziale ucraina. Arakhamia ha confermato l’esistenza di una sorta di accordo «se avessimo accettato la neutralità e ci fossimo impegnati a non aderire alla NATO». Neutralità in cambio di pace, «ciò che restava da definire era il numero di forze armate ucraine in tempo di pace». Al ritorno da Istanbul, la squadra negoziale ucraina ‘stappò lo champagne’».

La possibile pace di maggio

«Oleksandr Chalyi, ex viceministro degli Esteri e del team negoziale: «Eravamo molto vicini, tra metà e fine aprile, a far finire la guerra con una soluzione pacifica». Chalyi afferma che i due team negoziali ‘erano riusciti a trovare un compromesso molto concreto’ e che Putin aveva ‘deciso personalmente di accettare il testo di quel comunicato’». Ma allora, se tutto quanto affermato da tanti diversi autorevoli testimoni è vero, la colpa del massacro successivo di chi fu?

Boris Johnson su mandato Nato

Boris Johnson, inviato a Kiev dalla Nato. Ukrainska Pravda: «il 9 aprile 2022 Johnson si recò a Kiev per dire a Zelensky che con Putin ‘era necessario continuare a fare pressione, non negoziare’ e che, sebbene l’Ucraina fosse pronta a firmare un’intesa con la Russia, ‘l’Occidente non era altrettanto pronto’». Arakhamia ha confermato la notizia: «Al nostro ritorno da Istanbul, Boris Johnson giunse a Kiev e disse che non avremmo firmato assolutamente niente e che dovevamo semplicemente combattere’».

Gli ordini di Londra a Kiev

Ancora Sakwa scrive: «Meno nota del viaggio di Johnson a Kiev è la precedente telefonata in cui Johnson, disse a Zelensky che il Regno Unito ‘non si sarebbe fatto garante [dell’intesa] e lo esortò a rifiutare l’accordo». Peggio: «L’opposizione all’accordo ‘era stata decisa dai leader occidentali (Johnson, Biden, Scholz, Macron e il primo ministro italiano Mario Draghi) in una telefonata collettiva del 29 marzo, il giorno dei colloqui di Istanbul’». L’ostacolo posto dall’Occidente a una soluzione negoziata è testimoniato praticamente da tutte le parti coinvolte

Testimoni involontari

L’allora premier israeliano Naftali Bennett, che su invito di Zelensky, mediò tra le parti. «Un cessate il fuoco era a portata di mano in quel momento, con entrambe le parti disposte a fare concessioni significative. Tuttavia, Gran Bretagna e Stati Uniti, interruppero il processo, sostenendo la continuazione della guerra». Anche l’ex cancelliere tedesco Schröder, incaricato da Zelensky di fare da mediatore, conferma la versione di Bennett: «Gli ucraini non accettarono la pace perché non gli era permesso. Dovevano prima chiedere il permesso agli americani per ogni cosa… Tutto veniva deciso a Washington. Questo fu fatale».

Israele, Germania, Turchia, Svizzera

«La Turchia ospitò i colloqui e i funzionari turchi confermano questa versione. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu afferma che i colloqui erano instradati verso la soluzione del conflitto, ma ‘c’erano persone all’interno degli Stati della NATO che volevano che la guerra continuasse […] per indebolire la Russia. Putin e Zelensky stavano per firmare, ma qualcuno non volle». Jean-Daniel Ruch, ambasciatore svizzero in Turchia che stava lavorando sull’ipotesi della neutralità ucraina. «L’Occidente ha interrotto i negoziati che stavano per produrre un cessate il fuoco… La tregua era a portata di mano, a dire di no sono stati gli americani e i loro alleati britannici».

Testimoni involontari interni

«Persino Victoria Nuland, ex sottosegretaria di Stato americana per gli affari politici e referente per l’Ucraina nell’amministrazione Obama, ha affermato che i negoziati di Istanbul sono falliti quando delle ‘persone al di fuori dell’Ucraina’ hanno messo in discussione l’accordo».

Yulia Mendel, al tempo addetta stampa di Zelensky, nell’intervista rilasciata a Tucker Carlson agli inizi di maggio. «Senza il sabotaggio della Nato, l’Ucraina sarebbe rimasta integra e sovrana e le vittime sarebbero state contenute». La strage seguita e l’incerto futuro di Ucraina ed Europa stessa, in conto politico di chi lo vorrà accreditare la storia?

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