Lawrence d'Arabia
INTRODUZIONE
Molti mesi fa, durante lo studio e l’approfondimento del colonialismo
europeo in Medio Oriente, il professore di Geografia, Andrea Vento, consigliò
alla classe la visione della pellicola “Lawrence D’Arabia” o “Lawrence of
Arabia”, in lingua originale.
Il film ci venne presentato come una rivisitazione estremamente
accurata delle imprese che portarono gli arabi e gli inglesi a sconfiggere
l’impero ottomano.
Per mesi ho ignorato il consiglio, ma dall’inizio del 2026 sono
diventato un grande appassionato di cinema quando scoprii che questo film era
considerato uno dei più grandi capolavori portanti della storia della settima
arte e mi decisi a guardarlo, anche con l’obiettivo di trarne riflessioni da
scrivere in questo testo.
Parlerò di come questo capolavoro sia riuscito a farmi riflettere
maggiormente sull’origine storica dei conflitti che si verificano in Medio
Oriente ma che ormai hanno riflessi sul mondo intero.
TRAMA
Thomas Edward Lawrence, interpretato da Peter O’Toole, è un tenente-colonnello
britannico con una personalità scherzosa, determinata e curiosa.
Egli è profondamente innamorato del deserto poiché, a sua detta, è
estremamente “pulito”.
Lawrence è dotato di un'impressionante intelligenza, conoscenza e
sensibilità, anche verso individui che non ha mai incontrato.
Considerato dall’Intelligence inglese, situata al Cairo, un uomo
estremamente capace, riceve l’incarico di assistere le tribù arabe nella guerra
contro l’impero ottomano, guidato dai turchi, che da secoli sottomettono
grandissima parte del Medio Oriente.
Presto Lawrence si affezionerà alle popolazioni che abitano il vasto
deserto arabo, riuscendo ad ambientarsi perfettamente abbracciando le
tradizioni delle tribù che lo affiancheranno e mostrandosi come ponte di
dialogo tra tribù avverse fra loro, grazie alla sua neutralità religiosa e alla
sua grande capacità di convinzione.
Il film mostrerà un susseguirsi di imprese eroiche e leggendarie da
parte del protagonista, fondamentali per la caduta dell’impero ottomano.
GLI INTERESSI EUROPEI IN MEDIO
ORIENTE
Il lungometraggio è fortemente accurato rispetto ai reali accadimenti,
con lo scopo di accentuare la bramosia di soldi e di successo che hanno contrassegnato
il secondo decennio del 20esimo secolo.
Nel 1915, in piena Prima Guerra Mondiale, gli inglesi decidono di
collaborare con gli arabi, convincendo al sostegno al-Husayn
ibn Ali, lo Sceriffo della Mecca, di stirpe Hashemita.
Egli accetta a seguito dell’offerta da parte degli
inglesi riguardante la fondazione di uno stato arabo unitario, guidato dalla
famiglia Hashemita, in caso di vittoria contro i turco-ottomani.
Nel film, però, lo sceriffo della Mecca viene solamente
nominato, mentre il leader che rappresenta il popolo arabo è suo figlio, Fayṣal ibn al-Ḥusayn, detto il principe Faysal, interpretato da Alec Guinness.
Come citato nel paragrafo dedicato alla trama, nel 1916
Lawrence arriva nella penisola arabica e affiancherà Faysal per lunghi mesi
affinché si ottenga il risultato desiderato e gli arabi si liberino dal
controllo ottomano.
L’ACCORDO
SYKES-PICOT
Come raccontato nel film, per tre lunghi mesi Lawrence
D’Arabia, anche nominato Aurens dai suoi ormai amici arabi, riesce a
conquistare la città costiera di Aqaba sul mar Rosso, essa era ritenuta
inarrivabile poiché provvista di cannoni puntati sul mare, ma che Lawrence
decide di eludere intraprendendo un arduo e lungo percorso via terra.
Dopo aver condotto le forze militari di Faysal ad Aqaba,
con il supporto della tribù beduina con a capo Awda Abu Tayi, Lawrence torna al
Cairo, città sede dell’Intelligence Inglese per il Medio Oriente.
Ad attenderlo però vi è una terribile notizia.
Nel corso del 1916 il funzionario inglese Sykes stipulò
un accordo con l’omologo francese Picot, il loro accordo prevedeva la
spartizione del Medio Oriente fra le due potenze coloniali dopo la vittoria
della Prima Guerra Mondiale e lo smembramento dell’impero Ottomano (carta 1).
Lawrence si sente tradito da chi lo aveva scelto per
intraprendere questa impresa, ma presto capirà che l’unico ad averlo tradito è
sé stesso, diventato talmente ingenuo da non aspettarsi secondi fini dalle
potenze che muovevano i fili del conflitto.
Il protagonista si sente in grande conflitto tra la sua
metà araba e quella britannica, ma decide comunque di condurre le truppe arabe
a Damasco per conto degli inglesi.
Un ultimo atto di speranza porta Lawrence a occupare la
città di Damasco con gli alleati arabi per preservare il sogno di rendere
l’Arabia libera e indipendente. L’occupazione verrà sventata velocemente a
causa della scarsa intesa e organizzazione delle tribù arabe.
Al termine della guerra mondiale il Medioriente verrà
spartito dal Trattato di Sevres del 1920 tra le potenze coloniali come previsto
dall’accordo.
Carta 1: l’assetto del Medio
Oriente delineato dall’accordo Syks-Picot del 1916
Carta 2: la spartizione
effettiva del Medio Oriente in base al Trattato di Sevres (1920)
LAWRENCE: UNA FIGURA CONFLITTUALE
Il racconto riesce a raffigurare alla perfezione
l’intera situazione Mediorientale dell’epoca facendo ruotare l’intera storia
attorno al personaggio di Lawrence, riempiendolo di caratteristiche che
riassumono tutte le potenze e fazioni coinvolte nel conflitto.
Il personaggio di Lawrence è considerato da molti un
eroe completamente rispettabile, da altri un buffone, e da altri ancora un
individuo che ha perso tutta la sua utilità ed eroismo riducendosi a un “cane”
del governo inglese.
La verità è che il motivo per il quale il personaggio
incita un così vario numero di opinioni contrastanti è che lui per primo si
trovava in profondo conflitto con sé stesso
Egli era un sognatore, con principi eroici e con nessun
desiderio di uccidere, ma molto presto si troverà a contraddire le sue scelte.
Lawrence era enormemente sicuro di sé, e questo lo portò
a prendere varie situazioni sottogamba, portando anche a una dolorosa
umiliazione da parte di alcuni soldati turchi.
Lawrence voleva il meglio per le popolazioni che aiutò,
diventò una sorta di Messia di un popolo che lo venerava come unico punto di
riferimento, ma non era dotato di abilità divine, e fu costretto a soccombere
alle decisioni inglesi e francesi, che resero la sua ambizione un misero e
subdolo pretesto di conquista.
IL CONFLITTO
PERSISTE E L’ARTE È IL MIGLIOR MEZZO PER DIMOSTRARLO
Durante la visione del film non ho potuto far altro che
notare come potesse sembrare attuale sotto ogni punto di vista, non solo a
livello registico, sonoro e musicale, ma soprattutto a livello tematico.
Tutte le vicende di cui il film narra non sono altro che
le radici degli immondi conflitti che ancora oggi affliggono il Medio Oriente.
Per quanto la sconfitta dell’impero ottomano abbia
portato alla formazione di molti stati in Medio Oriente, è innegabile che
l’avidità delle potenze europee abbia danneggiato irreparabilmente le
popolazioni interessate perché non hanno raggiunto l’indipendenza che era stata
loro promessa.
Ho trovato molto commovente una scena in particolare che
riflette in maniera accurata, anche se involontaria ai tempi, la situazione
palestinese.
In questa scena un accampamento del principe Faysal
viene assaltato da un aereo che vola all’impazzata, pilotato dai turchi,
chiaramente non abituati a simile tecnologia, l’aereo agisce completamente
privo di ragione mentre al centro dell’accampamento svetta una bandiera
palestinese, simbolo di una causa che sta molto a cuore al Principe Faysal.
Questa scena mostra la freddezza e la completa mancanza
di sensibilità da parte degli oppressori nei confronti dell’oppresso,
un’abitudine primitiva e malata che ancora oggi non ha trovato fine.
CONCLUSIONE
Prendo quest’ultimo spazio per elogiare il fantastico
capolavoro che ho visionato probabilmente uno dei miei titoli cinematografici
preferiti di sempre.
Un lungometraggio di 4 ore che, grazie alle sublimi
capacità attoriali dei protagonisti del film, insieme a una fotografia
superlativa e una colonna sonora che era in grado di riassumere interamente la
grandezza emotiva del film, è riuscito a tenermi attaccato al televisore e
farmi percepire la durata come se fosse di sole due ore.
Non oso immaginare quanto sforzo tutta la troupe abbia
dedicato alla produzione del film, a partire dall’eccezionale gestione delle
ambientazioni.
Infine, ringrazio il professor Vento per avermi
consigliato questo film e spingo chiunque abbia 4 ore libere di assistere a un
capolavoro che vi farà riflettere su delle situazioni che dovrebbero starci a
cuore.
La pellicola è attualmente disponibile a noleggio o
acquistabile su Prime Video.
Tommaso Dovico
2A afm - ITE Pacinotti Pisa
27/05/2026
Attività del progetto
Contemporanea..mente
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