La lenta e inesorabile decadenza dell'Onu
Possiamo parlare di delegittimazione dell'Onu ? Siamo davanti al primo risultato delle politiche statunitensi con il crescente disimpegno economico guardando agli organismi sovranazionali come inutili carrozzoni.
La crisi di finanziamento è studiata a tavolino per impedire che nelle aree di guerra si aggirino osservatori internazionali e operazioni di pace multilaterali, almeno questa è la preoccupazione del Sipri che parla del numero più basso, da 25 anni, per il personale interessato alle operazioni di pace. Facciamo nostra la denuncia del Sipri ,senza dimenticare che sotto l'egida Onu alcune guerre sanguinarie sono state alimentate, citando un passaggio di un comunicato stampa redatto in questi giorni
Al 31 dicembre 2025, 78.633 persone internazionali erano state dispiegate con operazioni di pace, il 49% in meno rispetto al 2016 e il livello più basso almeno dal 2000. Sebbene i numeri siano stati in calo per tutto il decennio, il 2025 ha registrato il calo più marcato anno su anno dello stesso periodo, del 17 per cento.
La ritirata statunitense da 66 organizzazioni internazionali, delle quali almeno metà legate all'ONU, è stato formalizzato da un memorandum a inizio 2026, parliamo di una riduzione selettiva studiata a tavolino per arrivare in sostanza al disimpegno in alcuni settori come diritti umani, clima, cultura, salute e diritti umani.
Il disimpegno economico delegittima un impegno sostanziale che poi si ripercuote sulle operazioni multilaterali di pace.
Senza nostalgia per le operazioni di peacekeeping dell'ONU qualche riflessione andrebbe fatta se il paese economicamente più forte decide di non destinare le consuete risorse, il definanziamento delegittima in sostanza l'operato soprattutto quando il veto statunitense impedisce la condanna delle sempre più frequenti violazioni di accordi o quando vengono decise missioni internazionali in aree geografiche dove potrebbero rompere le uova del paniere agli Usa e ai suoi alleati più stretti come Israele
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