In ricordo di Claudio
A esequie avvenute vogliamo ricordare Claudio Strambi, lo si fa a distanza di giorni, eccezion fatta per i compagni e le compagne delle realtà anarchiche, eccezion fatta per pochi colleghi ed amici abbiamo letto ricordi di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Siamo una città veramente singolare nella quale le logiche di appartenenza sono divenute da tempo settarie e chiuse, non importa se per 40 anni hai operato scelte in aperto contrasto con il passato giovanile, se magari ti sei mostrato disumano verso i tuoi stessi compagni, al momento della morte scatta la rimembranza di quelli che c'erano e l'assoluzione da ogni peccato diventa canonica.
Quelli che c'erano, magari per decenni hanno fatto di tutto e di più disinteressandosi alle sorti di questa città ma hanno il diritto di parola e di giudizio sulle umani sorte del mondo
Claudio per 40 anni questa città l'ha vissuta e attraversata, con le sue idee e pratiche ma sempre con una rara coerenza di fondo.
Eravamo alla metà degli anni ottanta quando entrava nel movimento anarchico, ha letto e studiato tanto, sperimentato dei percorsi anche poco seguiti come le correnti del comunismo anarchico, ha scritto su Bernieri e su altro.
Poi c'era lo Strambi sindacalista che ha attraversato gli ospedali di Pisa e Firenze salvo poi, negli ultimi anni, diminuire l'impegno per dedicarsi ad altro, al circolo anarchico e ad alcune istanze che gli stavano particolarmente a cuore.
Poi c'era lo Strambi con cui si saccheggiava le pasticcerie, goloso e attratto dai dolci ma erano anni lontani dai nostri.
In 50 anni che lo abbiamo conosciuto e frequentato, anche con discussioni furiose come quelle attorno al G8 di Genova, abbiamo sempre riscontrato due qualità: umanità e il rifiuto della doppia verità. In una città come Pisa ci sembrano due pregi non indifferenti. Ci hai lasciato troppo presto amico e compagno nostro, la terra ti sia lieve
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