La calura di agosto utile a coprire le manovre divisive tra il personale della Pubblica amministrazione

 Il mese di agosto dovrebbe essere utilizzato come momento di riflessione, specie se poche settimane prima è stato siglato il nuovo contratto nazionale di lavoro. Vale per buona parte dei comparti in cui si divide la Pubblica amministrazione, vale come principio generale per non limitare l'azione sindacale a slogan di facile presa. 


E sbaglieremmo a giudicare la firma di un contratto con erosione del potere di acquisto una non notizia, con troppa superficialità si affrontano tematiche rilevanti come la riorganizzazione della Pubblica amministrazione, il trattamento economico del personale, i sistemi di calcolo degli aumenti tanto iniqui quanto funzionali alla riduzione dei costi di personale fino alle riforme della performance dietro cui si cela l' impianto ideologico e  gestionale dei settori pubblici.

 
Possiamo ricordare che la firma del contratto è avvenuta non casualmente e in tempi più celeri per far digerire alla forza lavoro processi valutativi che divideranno ulteriormente il personale alimentando al contempo la ideologia meritocratica.
Al momento di applicare, più o meno un mese dopo la firma, istituti contrattuali divisivi ci renderemo conto che separare la parte normativa da quella economica è solo mera superficialità.
 
Le materie dirimenti continuano a non essere oggetto di contrattazione, gli atti organizzativi sono comunicati 5 giorni prima al sindacato ma oltre qualche incontro formale non si va, possiamo allora ipotizzare un aumento delle materie di contrattazione o, piuttosto, il trionfo della ipocrisia sindacale?
 
Ci chiediamo come possa il sindacato firmatario dei contratti pensare che aumentando gli importi delle Elevate qualificazioni pagate con il fondo della produttività generale si possa cantare successo, se la PA necessita di un'area quadri decidano di finanziarla con risorse aggiuntive, al contrario gli oneri sono scaricati sulla forza lavoro come dimostra la permanenza del limite al trattamento accessorio fermo all'anno 2016 quando il personale era senza dubbio inferiore alle reali necessità
 
La Pubblica amministrazione è attrezzata a sostenere poi dei percorsi valutativi permanenti e in tempi ristretti? Ammesso, ma non concesso, che la performance sia utile e necessaria, con gli organici attuali chi seguirà, peserà e misurerà gli obiettivi valutandone il raggiungimento nel corso dell'anno?
 
Valditara e Zangrillo dovrebbero dimostrare la utilità dei processi valutativi, pesare i risultati ottenuti confrontandoli con le spese sostenute, quante assunzioni e formazione avremmo garantito con gli stessi soldi? Molte, sicuramente con effetti benefici sulla stessa PA.
Una performance il cui obiettivo sia solo ridurre le votazione e la corresponsione di salario accessorio potrà dirsi efficace ai fini del miglioramento della PA?
 
I soli risultati ottenuti sono quelli di avere diviso la forza lavoro, abbattendone il potere contrattuale e di acquisto, fare chiarezza all'interno della forza lavoro e del mondo sindacale non guasterebbe approfittando della calura agostana .

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