I corridoi nei Balcani al centro della contesa Usa Russia

 Tra poche settimane sarà l'anniversario della Guerra nei Balcani, del criminale attacco alla Serbia da parte della Nato. Quella guerra, che provoco' migliaia di morti tra civili da parte di bande paramilitari presenti in orgni scheramento ha visto ridisegnare i confini e gli stati con la nascita, sotto l'egida Usa Nato, del Kosovo, la dissoluzione della ex Jugoslavia e nuove entità Statali che nel loro pantheon hanno inserito nuovi eroi della patria provenienti dalle milizie alleate con i nazi fascisti.

Qualla guerra non fu provocata dalla implosione della ex Jugoslavia ma dalle mire egemoniche degli Usa e della Germania desiderosi di controllare i corridoi di gas e petroliferi in funzione anti Russa. 

Oggi , a distanza di 22 anni, comprendiamo meglio le ragioni di quella guerra sanguinosa e fratricida e le ragioni della aggressione alla Serbia (dove multinazionali occidentali hanno subito impiantato produzioni a basso costo di manodopera)

Mentre si guarda al gasdotto Nord Stream 2 e alle risorse di idrocarburi del Mediterraneo Orientale,si gioca un'altra partita importante nei territori che furono della ex Jugoslavia, una lotta sotterranea si è aperta per il controllo delle rotte del gas nel Vecchio continente  con la difesa delle sfere di influenza politico-militari  in funzione anti cinese e per limitare l'intraprendenza della Turchia di Erdogan che resta un paese Nato  ma con mire egemoniche nel mediterraneo come dimostrato dalla presenza nel conflitto interno alla Libia. 

Se la Russia sostiene gli interessi di Gazprom , l'Italia è nella partita attraverso Snam azionista di Tap, ossia  il gasdotto proveniente  dal Caspio e costruito ad arte per rompere il monopolio russo nei Balcani.

Italia e Cina hanno approfittato della crisi della Grecia e delle privatizzazioni per controllare innumerevoli aziende del paese, questi sono i danni delle politiche di austerità. In silenzio da due anni Sna controlla Desfa, la società che gestisce la rete gas della Grecia a conferma che le privatizzazioni imposte dalla Bce nulla avevano a che vedere con la salvezza del paese da una crisi economica costruita ad arte.

Il controllo dei corridoi energetici che attraversano Bulgaria e Grecia sarà decisivo per tutti i contendenti e non a caso l'Italia si muove all'ombra degli Usa per accaparrarsi parte del business utilizzando le infrastrutture del paese per nuove rotte commerciali che influenzeranno anche le prossime scelte di politica internazionale.

La dissoluzione della ex Jugoslavia è stata funzionale alle nuove strategie energetiche e commerciali che vedono oggi protagoniste Usa, Russia e Cina con Ue e Usa decise a contrastare l'ingresso dei Gas russi in Europa attraverso le rotte Balcaniche.

Gli Usa hanno sostenuto l' avvio del rigassificatore dell’isola di Krk  in Croazia spingendo per il completamento del Tap  che  trasporta gas azero  in Italia passando per Grecia, Bulgaria e Albania , l'Ue ha finanziato il gasdotto che collegherà Bulgaria e Grecia in funzione anti russa e trasportando gas made in Usa. Poi ci sono i finanziamenti per il terminale in Tracia che vede attivo anche il nostro paese passando attraverso la privatizzazione di tutti i porti greci indispensabile per favorire l'ingresso delle multinazionali.

E allo stesso tempo in cantiere anche nuove vie ferroviarie tra il porto di Alexandroupolis e quello di Burgas sul Mar Nero che dovrebbe aggirare la Turchia ridisegnando i flussi commerciali sotto il controllo Usa e Ue.

Intrigatissimi affari e progetti commerciali stanno ridisegnando i flussi commerciali e le politiche di interi paesi all'insegna delle privatizzazioni per favorire l'ingresso delle multinazionali occidentali, i Balcani sono ormai centrali per il passaggio del Gas, la presenza di Governi filo occidentali ricattati attraverso i prestiti della Bce e del Fmi giocherà un ruolo nevralgico. Alla luce di questi scenari proviamo a riflettere sulle ragioni di quella che fu la sanguinosa guerra nella ex Jugoslavia

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