Oltre l’assedio: garantire diritti, sicurezza e governance per i curdi in Siria

 

Oltre l’assedio: 

garantire diritti, sicurezza e governance per i curdi in Siria

 




L’offensiva militare avviata contro i quartieri curdi di Aleppo il 6 gennaio 2026 è stata il violento culmine di un piano progettato dallo Stato turco e attuato da milizie jihadiste guidate da Ahmad al-Sharaa. Diretta strategicamente e resa possibile sul piano logistico da attori statali esterni, l’operazione non mirava soltanto al controllo territoriale, ma allo smantellamento sistematico delle Forze Democratiche Siriane (SDF) come entità istituzionale e alla liquidazione forzata di un decennio di autogoverno autonomo nella regione, come formalizzato dal cosiddetto decreto di “integrazione” del 18 gennaio.

 

Attraverso questo attacco, i responsabili hanno cercato di spegnere un progetto rivoluzionario in cui le donne sono liberate, i popoli convivono da pari e la democrazia respira nella vita quotidiana. Non hanno però tenuto conto di una realtà fondamentale: questa luce non è più soltanto la speranza del Rojava, è diventata una fonte di ispirazione per persone in tutto il mondo. Il costo umano di questa campagna, tuttavia, è stato devastante. Centinaia di migliaia di civili sono stati costretti allo sfollamento, centinaia sono stati uccisi e la città di Kobanê sopporta ora un assedio paralizzante, deliberatamente privata di cibo, acqua, medicine ed elettricità. Questi atti — la militarizzazione delle infrastrutture civili essenziali — costituiscono gravi violazioni del diritto internazionale umanitario e configurano una punizione collettiva.

 

L’accordo firmato il 30 gennaio non è un punto di arrivo. Al contrario, segna l’inizio di una lunga e ardua lotta per una vera integrazione democratica. Rappresenta al tempo stesso un’opportunità e un terreno di resistenza per dimostrare che non accetteremo mai l’imposizione di un modello di vita “taglia unica” né la mentalità jihadista imposta alla nostra società. Per proteggere e far avanzare le conquiste della rivoluzione del Rojava, dobbiamo intensificare la nostra presenza nelle strade, rafforzare la nostra organizzazione e mantenere una posizione ferma e incrollabile.

La comunità internazionale, in particolare gli Stati della Coalizione Internazionale, ha una responsabilità diretta. Il silenzio di fronte a questo assedio equivale a complicità. La Coalizione ha ora un obbligo accresciuto di garantire l’attuazione dell’accordo. Allo stesso modo, la comunità internazionale, compresi l’Unione Europea (UE) e le Nazioni Unite (ONU), deve assumere il proprio ruolo e garantire la tutela costituzionale di tutti i diritti politici, sociali, democratici e linguistici dell’amministrazione del Rojava, dove diverse comunità religiose ed etniche hanno vissuto insieme in pace e dignità.

 

Rivolgiamo pertanto un appello urgente alla comunità internazionale affinché:

 

1.     Istituisca una Zona Protetta e un Meccanismo di Monitoraggio Internazionale: crei immediatamente una linea di protezione monitorata a livello internazionale mediante il dispiegamento urgente di una solida missione di osservatori con l’autorità di controllare il rispetto degli accordi, documentare le violazioni in tempo reale e proteggere i civili.

 

2.     Garantisca diritti costituzionali e autogoverno democratico: assicuri che qualsiasi soluzione politica sostenibile sia fondata sul riconoscimento costituzionale dell’identità, della lingua e del diritto del popolo curdo all’autoamministrazione democratica all’interno di un quadro siriano decentrato. Garanzie vincolanti sono essenziali per prevenire l’istituzionalizzazione di ulteriori repressioni.

 

3.     Applichi una pressione diplomatica ed economica concreta: vada oltre la retorica imponendo conseguenze significative, comprese sanzioni mirate contro gli architetti di questa offensiva, embarghi sulle armi ai responsabili e l’isolamento diplomatico degli Stati che hanno attivamente favorito l’assalto.

 

4.     Agisca con decisione e senza ritardi: le Nazioni Unite e gli Stati della Coalizione Internazionale devono intervenire con decisione e senza indugi per prevenire un’ulteriore escalation e danni irreversibili alla vita dei civili.


Cordiali Saluti


Yilmaz Orkan

Direttore Ufficio d'informazione del Kurdistan in Italia


AIUTI UMANITARI


Cari e care,

come saprete, nelle ultime tre settimane si sono susseguiti violentissimi attacchi verso le aree curde della Siria del nord-Est. Ad oggi, la città di Kobane si trova sotto un assedio totale e il cantone di Jazeera è sottoposto a forti pressioni e attacchi che mettono in pericolo la popolazione. Da giorni l'accesso ad acqua, energia, cibo e medicine è sempre più ridotto.

Per questo, invitiamo tutte e tutti a supportare la popolazione in questo momento effettuando donazioni, per permetterci di continuare a fornire l'aiuto necessario in questo momento difficile.

Grazie

Ufficio di Informazione del Kurdistan In Italia Onlus
Codice Fiscale: 97165690583
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