Basta con le consulenze esterne nella Pubblica amministrazione
Le amministrazioni pubbliche dovrebbero valorizzare e utilizzare al meglio la propria forza lavoro, formarla per acquisire competenze maggiori e nuove e non scegliere la comoda strada delle consulenze esterne.
La recente sentenza della Corte dei conti sezione regionale per la Lombardia non pone certo fine alle consulenze limitandole solo a casi particolari ma sono proprio questi casi a rappresentare il problema.
Per anni si è scelta la consulenza esterna rinunciando a percorrere la strada della formazione e valorizzazione del personale interno, molti regolamenti per l'ordinamento generale degli uffici e dei servizi rappresentano la classica foglia di fico stabilendo criteri e modalità per gli incarichi esterni.
Dubitiamo che questa sentenza faccia cambiare idea alle amministrazioni pubbliche attente per lo piu' a contenere il salario accessorio decurtandone alcune somme ogni qual volta possa insinuarsi qualche dubbio sulla legittimità di alcuni incrementi.
Sarebbe invece un segnale di novità e di rottura con il passato circoscrivere, proprio nel Regolamento, i casi nei quali affidarsi ad incarichi di collaborazione autonoma che sovente rappresentano una spesa non indifferente in campi come l'avvocatura e l'urbanistica nei quali le competenze interne sono già presenti.
Ad oggi le consulenze sono disciplinate nell'articolo 7 del Dlgs 185\2001 ecludendo collaborazioni personali e continuative. Poco ci interessa stabilire l'eventuale danno erariale, siamo invece convinti che questa Sentenza debba dare vita ad un percorso atto a contenere le consulenze puntando sulla valorizzazione del personale interno perchè gli obiettivi e i progetti specifici dovrebbero essere contemplati negli obiettivi conferiti ai dirigenti includendo anche i percorsi di formazione.Nei piccoli Comuni le consulenze sono sottoposte al vaglio a alla approvazione degli organismi interni di valutazione ma negli altri?
E' poi sufficiente adottare una procedura pubblica comparativa? Quanti sono gli Enti che ottemperano a questo obbligo di legge? E poi ci sono pur sempre le solite deroghe al principio concorsuale.
In 10 anni la spesa in formazione è stata dimezzata, a conferma che si spende ben poco laddove invece dovremmo investire. Dal 2008 al 2018 si è passati da 262 a 154 milioni di euro di investimento, 48 euro per ciascun dipendente, offrendo una media di 1,02 giorni di formazione l'anno a persona.
E' giunto il momento di invertire la tendenza.
Basta con le consulenze esterne, investiamo nella formazione e nella valorizzazione del personale interno.
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