La libertà di insegnamento non si reprime

 La libertà di insegnamento non si reprime




Nella settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento promossa da Docenti per Gaza e dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università,  anche Pisa si mobilita per difendere un diritto costituzionalmente garantito.

Nella scorsa settimana sul tema è stata promossa un’assemblea provinciale dai Sindacati FLC-Cgil , Gilda degli Insegnanti e Cobas Scuola che hanno intercettato il bisogno dei docenti e delle docenti di confrontarsi ed elaborare delle azioni comuni di difesa e di resistenza rispetto ad una attacco che sembra coordinato e mirato a distruggere la scuola come luogo di promozione del sapere critico e di formazione di cittadini e cittadine  consapevoli. 

 Da  partiti come Fratelli d'Italia e Lega che mettono sul banco degli imputati  per delegittimare le scelte didattiche volte a riportare l’attenzione degli studenti e delle studentesse sui temi dell’attualità a partire dalla crisi del diritto internazionale e delle guerre che affliggono il mondo. Attacco dal Governo e in particolare dal Ministro dell’Istruzione che invece di garantire il corpo docente, emana circolari che  limitano l’autonomia professionale  e invia ispettori sulla base di denunce politiche. Dagli studenti di azione studentesca che vorrebbero avallare un teorema secondo il quale “i docenti di sinistra fanno propaganda a scuola”. Infine i Dirigenti che hanno iniziato a censurare alcune iniziative e nei casi più eclatanti, come successo nel Liceo Montale di Pontedera   ad aprire procedimenti disciplinari che non ci sarebbero mai stati senza queste pressioni politiche. 

 L’assemblea sindacale del 6 febbraio che ha visto la partecipazione di oltre 1000 lavoratori e lavoratrici della Scuola  ha prodotto un documento, una dichiarazione di intenti volta a creare una rete solidale tra i docenti e le docenti. Tra le principali richieste, l'archiviazione  della contestazione di addebito che colpisce 1 sola persona a fronte di centinaia di scuole che hanno partecipato ai webinar con la Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese.
E invita a partecipare alla manifestazione che si terrà in piazza Vittorio Emanuele “La libertà di insegnamento non si reprime” dalle 15:30 di venerdì 13 febbraio. A Pisa la mobilitazione sarà sostenuta e partecipata anche  dal Collettivo studentesco del Liceo Dini, dalle Nonne in Lotta, da associazioni che operano quotidianamente nella scuola: Gruppo Territoriale MCE di Pisa, Un Ponte Per e  Il Chicco di Senape - Bottega Mondo; dai sindacati: FLC CGIL Pisa,  Gilda degli Insegnanti Pisa, Cobas Scuola Pisa, Cub Pisa, Sindacato Sociale di Base Pisa, USB Pisa; da realtà politiche come Una città in comune, Rifondazione comunista Pisa e Potere al popolo Pisa. La manifestazione sarà in ogni caso aperta  a tutti i cittadini e le cittadine e le forze sociali che credono che l'indipendenza delle istituzioni scolastiche dalle ingerenze politiche sia alla base dello sviluppo di cittadini liberi, consapevoli e autonomi. 

Non sarà un evento isolato,  solo in Toscana ci saranno piazze convocate a Massa, Livorno  e Firenze, mentre in Italia si muoveranno anche Milano, Brescia, Venezia, Bologna, Reggio Emilia, Pesaro, Roma , Napoli, Cosenza, Palermo, Catania, Messina, Cagliari.
L’osservatorio in collaborazione con Docenti per Gaza ha inoltre messo a disposizione sul proprio sito una serie di contenuti video, pillole da 20 minuti sul tema “La crisi del diritto internazionale: catastrofe e opportunità” da proiettare in classe per avere sempre nuovi spunti di riflessione e di costruzione di pensiero critico. Disponibile anche un libretto di supporto “Appunti Resistenti per la libertà di insegnamento” volto a ricapitolare le norme che garantiscono il pluralismo e la democrazia negli ambienti scolastici.

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