Catturato Maduro i mercati gioiscono e gli Usa pensano alla Groenlandia

Venezuela, Groenlandia, Cuba e chi altro ancora? Un tempo esistevano gli stati canaglia, i nemici giurati dell'Occidente che spesso erano stati amici e alleati coccolati oltre ogni limite, oggi la strategia di Donald Trump è senza dubbio più grossolana ma senza dubbio efficace avvalendosi di un documento strategico ove si dice chiaramente che gli Usa devono fare tutto il possibile per avvantaggiarsi rispetto a ogni altro paese, inclusi quindi l'attacco militare, il boicottaggio e l'occupazione in barba a quanto resta del diritto internazionale.

Le dichiarazioni di Trump non ammettono repliche parlando di caduta di Cuba, della Groenlandia (territorio danese) indispensabile per la sicurezza nazionale, arriva a considerare anche il Messico una minaccia per l'arrivo dei migranti in terra statunitense



La guerra non viene più occultata ma diventa una sorta di vanto, Trump parla direttamente alla pancia dell'elettorato Usa, risponde ai dettami delle grandi multinazionali che rivendicano metalli rari e petrolio, il controllo dei flussi commerciali e il mantenimento della supremazia militare e geopolitica a stelle strisce

Trump vuole la Groenlandia fin dal 2019, eppure stiamo parlando di un paese Nato (la Danimarca) che ospita la Pituffik Space, base militare Usa di fondamentale importanza per la difesa missilistica.


La dottrina Trump va ben oltre la Nato, la Groenlandia è un paese ricco dei minerali critici con enormi riserve che fanno gola alle multinazionali Usa. M c'è anche un altro motivo a dettare l'interesse per questa area dimenticata ossia la presenza di navi russe e cinesi il che conferma la volontà di guerra degli Usa, qualora poi, causa riscaldamento climatico, i ghiacci dovessero ridimensionarsi sarebbe possibile una via di collegamento rapida verso Nord-ovest lungo la costa canadese e verso Nord-est sulla costa artica russa. 


Controllare la Groenlandia significherebbe cingere di assedio tanto la Russia quanto la Cina. Ma ampliando l'area di controllo degli Usa sul greggio (la ragione dell'arresto di Maduro), gli Usa mirano a controllare, senza mediazione alcuna, la produzione, la commercializzazione e il costo del petrolio. E dopo l'arresto di Maduro i mercati gioiscono con i titoli del settore energetico  saliti del 2,9 per cento rispetto all’indice S&P 500.

Commenti