Dichiarazione del Sindacato dei Lavoratori della Compagnia degli Autobus di Teheran e Suburbi di condanna del massacro dei manifestanti
Dichiarazione del Sindacato dei
Lavoratori della Compagnia Autobus di Teheran e Suburbi
di condanna del massacro dei manifestanti
Il popolo oppresso del nostro Paese è
ancora una volta in lutto per i propri figli. Questa volta, la repressione e
l’uccisione dei manifestanti contro le politiche economiche e sociali della
Repubblica Islamica sono state più estese e più terrificanti dei massacri di
strada degli anni ’80, così come dei crimini del dicembre 2017, del novembre
2019 e del settembre 2022.
Lo shock profondo che ha colpito la
società non nasce dalla sorpresa — poiché sapevamo da sempre fino a che punto
arrivano la ferocia e la brutalità delle forze repressive del potere — ma dal
fatto che i governanti hanno deciso, senza alcuna esitazione, di procedere al
massacro di migliaia di figli di questa terra. Ciò costituisce un’ulteriore
prova definitiva della fine di ogni speranza di riforma del sistema, persino
per i più ottimisti e illusi.
Il “potere” ha dimostrato ancora una
volta di non attribuire alcun valore alla vita delle persone e dei nostri
figli. Come si può compiere un massacro collettivo di tale portata e poi
esporre i corpi delle vittime davanti agli occhi del pubblico con un
comportamento così disumano e crudele? Un simile governo può avere la minima
legittimità nella mente della popolazione?
In seguito alla pubblicazione della
dichiarazione del sindacato intitolata “Sostegno al movimento di rivendicazione
del popolo; avanzare verso una libertà e un’uguaglianza reali, non un ritorno
al passato”, anche noi, come oltre 93 milioni di persone nel Paese, siamo stati
privati dell’accesso a Internet e ad altri strumenti di comunicazione. Questa
privazione, organizzata e sistematica, è proseguita fino ai giorni recenti e
ancora oggi le comunicazioni non sono pienamente affidabili.
Ciononostante, il sindacato ribadisce con
forza questo principio fondamentale e non negoziabile: la reale liberazione del
popolo iraniano è possibile solo attraverso una leadership collettiva e la
partecipazione consapevole, organizzata e indipendente dell’insieme della
classe lavoratrice e degli altri strati oppressi all’interno del Paese, e non
tramite interventi militari degli Stati Uniti, di Israele o di altre potenze
straniere e delle forze a esse affiliate o sostenitrici.
Il sindacato, condannando con fermezza il
massacro collettivo delle persone più povere e oppresse del Paese, esprime le
sue più sentite condoglianze alle famiglie e ai cari delle vittime della
rivolta di gennaio e chiede l’immediata e incondizionata liberazione di tutti i
detenuti.
Ogni giorno giungono notizie di nuove
esecuzioni. Il “potere” sappia che nemmeno l’esecuzione di migliaia di
prigionieri politici negli anni ’80 riuscì a fermare la continuità delle
rivendicazioni di libertà e uguaglianza del popolo. I massacri e le esecuzioni
di oggi, in una società molto più vasta, consapevole e pluralista, non solo non
riusciranno a contenere le proteste e il profondo malcontento sociale, ma non
faranno che accrescere la rabbia collettiva.
La via meno costosa per il popolo e per
il Paese è l’immediata uscita di scena di tutti voi e l’arresto senza indugio
della macchina di morte, repressione e distruzione del Paese.
Viva la libertà, l’uguaglianza e la
solidarietà popolare
La soluzione per lavoratori e sfruttati è
l’unità e l’organizzazione
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