La inesorabile erosione del potere di acqusito
Le retribuzioni sono cresciute meno rispetto all’inflazione, lo dice l’Inps prendendo in esame un decennio ossia gli stipendi tra 2014 e 2024, evidente è la erosione sistematica del potere d’acquisto per i lavoratori pubblici e privati.
In dieci anni il potere di acquisto perduto è stato
considerevole, sono sufficienti pochi dati come i rinnovi dei contratti
pubblici con aumenti del sei per cento a fronte di una inflazione di quasi il
18 per cento
In dieci anni la inflazione è quasi al 21 per cento ma
ci sembra evidente che i salari non siano cresciuti di un quinto nello stesso
lasso di tempo
Se non ci credete confrontate le buste paga
Le retribuzioni dei lavoratori del settore privato
sono cresciute del 14,7%, e quelle dei dipendenti pubblici solo dell’11,7%.
Il Governo vede solo l’incremento nominale ossia la
cifra riscossa e quindi parla di aumento dei salari ma ben altro dovremmo
analizzare ossia il potere di acquisto
In questi dieci anni i costi dei prodotti alimentari, i beni elettrici sono cresciuti a dismisura e assai più dei salari, stesso discorso vale per tutte le voci che concorrono a determinare il costo della vita, da qui si parla di evidente perdita del valore reale dei salari.
Ma in questi 10 anni sono cresciute anche le
disparità, ad esempio di genere o tra Nord e Sud, tra anziani e giovani che
magari ricoprono le stesse mansioni ma presentano salari diversi
La dinamica salariale non si misura solo in termini
comparativi, ma anche rispetto alla capacità delle famiglie di sostenere il
costo della vita, è questo che dobbiamo sempre ricordare prima di ogni discorso
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