Intelligenza artificiale e Pubblica amministrazione
Nel commercio le casse automatiche stanno prendendo il sopravvento e tagliano posti di lavoro come accaduto nel passato con altre rivoluzioni scientifiche. La idea di qualcuno è quella di governare la tecnologia dimenticando come, in nome della modernità e del carattere falsamente neutro delle tecnologie stesse, sono stati imposti cambiamenti irreversibili che nel tempo hanno indebolito la forza contrattuale dei salariati.
Forse è arrivato il momento di chiedersi quale sia il rapporto possibile tra IA e Pubblica amministrazione, quali saranno i vantaggi e gli svantaggi.
Nel frattempo scopriamo che la PA cerca di evitare la sua stessa delegittimazione e per questo rafforza i codici disciplinari contro l'utilizzo della IA ad esempio nella gestione e diffusione di dati.
Incredibile ma vero: la prima preoccupazione non è quella di chiedersi se il personale sia sufficiente allo svolgimento dei compiti assegnati, se gli strumenti di lavoro siano adeguati, si cerca subito di ammonire la forza lavoro. La legittimità dell’azione amministrativa non viene meno solo dalla diffusione dei dati ma dal fatto che i servizi pubblici risultano inadeguati ai reali fabbisogni della cittadinanza.
La preoccupazione di qualche sindacato è legata ad un utilizzo virtuoso della IA, noi vorremmo prima di tutto focalizzare l'attenzione sul fatto che proprio il suo avvento ridurrà le ore di formazione, il tutoraggio, i passaggi di consegne, forse perfino la propensione al lavoro di squadra e in prospettiva i rischi recati all'occupazione sono per noi evidenti .
Cosa intendiamo per trasparenza dei processi e diritti digitali? E lo stesso utilizzo della IA è lecito se avviene dalla parte datoriale ed è invece errato, e portatore di procedimenti disciplinari, qualora non sia autorizzato, se ad opera della forza lavoro?
Cosa significa poi contrattare la IA? Come se dicessimo che la tecnologia e i suoi stessi processi innovativi vanno contrattati quando non si riesce neppure ad arrestare la erosione del potere di acquisto, quando le materie oggetto di contrattazione sono state ridotte al lumicino contratto dopo contratto con tanto di assenso sindacale
Qui si cade nel ridicolo, non si riesce a preservare i salari dalla inflazione e vorremmo contrattare i processi tecnologici che il capitale accompagna e determina per aumentare i profitti, abbattere il costo del lavoro e acquisire maggiore competitività ma anche alimentare un controllo sistematico sulla forza lavoro per esercitare la forza e la paura all'occorrenza.
E infine un aspetto non banale ossia la possibilità di utilizzare la IA non solo per accrescere la produttività ma anche per alimentare pressione e sorveglianza sulla forza lavoro, elementi non secondari specie se lo stato securitario bussa con sempre maggiore insistenza alle nostre porte.
Pretendere allora una bussola valoriale a sostegno della PA nella gestione della IA ci sembra una frase fatta e priva di significato, il solo valore perduto è quello del potere di acquisto, del potere contrattuale, dell'equo riconoscimento di un salario dignitoso, del diritto alla formazione come accrescimento individuale e professionale, il diritto ad ambienti di lavoro sani e non pericolosi.Solo a quel punto potremmo fare una seria va lutazione sulla IA il cui avvento rafforzerà il capitale vincente su quello più obsoleto ma ancora una volta i salariati saranno in subordine, anzi le vittime sacrificali
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