Come si inizia l'anno? Leggendo la legge di Bilancio e contrastandola
Seminario sulla economia
di guerra
circolo Arci di San Giuliano
Terme
Martedi’ 30 Dicembre 2025
Intervento introduttivo
Quando si costruisce una
manovra di Bilancio in teoria dovremmo perseguire due obiettivi: stabilire le
priorità di un paese, garantire le adeguate coperture economiche, adottare
politiche e interventi necessari al fine di realizzare un programma di Governo.
La domanda che sorge
spontanea è quale sia il programma della destra se non quello di affossare il
welfare, ritardare l’uscita dal mondo del lavoro, favorire previdenza
integrativa, sanità e istruzione privata, rinviare sine die gli interventi di
bonifica dei siti inquinati prevenendo il dissesto idrogeologico. E ci
chiediamo se certi obiettivi politici meritino la assoluta devozione di
parlamentari che dovrebbero prima offrire risposte a quanti chiedono una sanità
pubblica funzionante, una scuola in grado di educare e formare i giovani ma al
contempo di creare delle menti libere da condizionamenti ideologici.
Gli obiettivi del Governo
sono l’aumento delle spese militari, la riduzione delle tasse alle imprese e ai
lavoratori salvando datori pubblici e privati dall’onere di adeguare i salari
al costo della vita. Tutti escamotages utili per guadagnare i consensi delle
imprese ma non a risolvere la crisi economica sapientemente occultata ma pur
sempre dimostrabile dalla bassa crescita, dai consumi ridotti, dai salari
stagnanti, dall’aumento dei poveri relativi ed assoluti, dall’elevato numero
degli sfratti.
Non daremo dei dati a
supportare la nostra analisi cercando invece di sviluppare alcuni e semplici
ragionamenti partendo da due presupposti: anche nelle vacanze di Natale non
possiamo rinunciare ad iniziative di confronto, discussione sulla Legge di
Bilancio, sull’imminente riarmo, sulla riconversione dell’economia a fini di
guerra, sull’aumento dell’età pensionabile e misure retroattive che
penalizzeranno i futuri pensionati come oggi danneggiano la forza lavoro. La
legge di Bilancio impedisce anche la pensione anticipata pur in presenza di
forti decurtazioni del futuro assegno, quale dimostrazione migliore per
spiegare che la destra si sta muovendo in perfetta continuità con gli esecutivi
tecnici
Hanno vinto le elezioni
asserendo di cancellare la Fornero e invece la stanno rafforzando, hanno
promesso la cancellazione delle accise che invece sono rimaste al loro posto,
hanno promesso aumenti di salari e pensioni ma al loro posto sono arrivati ritocchi
del sistema fiscale che penalizzano la classe media e quella bassa
avvantaggiando chi percepisce salari e pensioni sopra 50 mila euro annui.
Questa è la realtà con la
quale fare i conti, mentre si dice all’operaio, all’impiegato o all’autista di
restare al lavoro fino a quasi 70 anni di età, stanno preparando una norma
previdenziale favorevole e vantaggiosa solo per i militari, agli stessi aumenteranno
gli stipendi in misura maggiore del personale pubblico, stanno perfino pensando
a misure di welfare costruite ad hoc per loro fino a uno specifico piano casa
per i militari. Due corsie distinte, anzi due pesi e due misure inaccettabili a
cui aggiungere la militarizzazione del corpo sociale, la presenza di militari
nelle scuole per imbonire i giovani, raccontando loro che la carriera militare
in fondo è la scelta migliore che potranno operare. Le scuole diventano il
teatrino dove la farsa militarista potrà imperversare e se provi a ragionare
con la tua testa costruendo altri momenti di confronto rischi di trovarti
l’ispettore ministeriale che mai interverrà per denunciare la situazione di
degrado dei plessi scolastici, di palestre e laboratori in tanti istituti
comprensivi.
Siamo davanti a una realtà
in rapido cambiamento e nella quale i diritti social, gli interessi delle
classi sociali meno abbienti saranno attaccati e vilipesi. In Italia abbiamo
alcune emergenze rispetto alle quali urge mobilitarsi: lavoro, istruzione, sanità,
ricerca non a fini militari, welfare e pensioni. Ebbene in tutti questi casi le
ricette del Governo vanno in una direzione opposta al miglioramento delle
condizioni di vita e di lavoro, prova ne sia la espulsione di migliaia di
precari della ricerca, gli appalti e i subappalti al ribasso, le mancate
assunzioni in sanità, le deroghe ai tetti di spesa valide solo per incrementare
la spesa militare. Quali sono allora i nostri interessi di classe? Il seminario
di oggi è solo l’inizio del nostro percorso di analisi, studio e discussione,
fornire strumenti per costruire l’opposizione sociale e di classe. E che i
circoli Arci dopo anni di crisi tornino ad essere luoghi non solo di
aggregazione ma di iniziativa politica e sociale.
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