Le tasse? Aumentiamole ai pensionati con l'assegno più basso
Alla fine i nodi vengono al pettine, anticipare il pensionamento anche con tagli all'assegno previdenziale sarà sempre più difficile, l'età pensionabile aumenta e la Legge Fornero resta al suo posto.
Se i salari sono aumentati ben al di sotto del costo della vita, per i pensionati ci saranno invece le tasse ad erodere il potere di acquisto
Le promesse erano ben altre: cancellare la Legge Fornero, aumentare i salari e le pensioni, eppure oltre ai soliti meccanismi fiscali (tagliare il cuneo fiscale per avere qualche spicciolo in busta paga sapendo che poi dovremo tagliare il welfare e i vantaggi ottenuti saranno vanificati dall'indebolimento dello stato sociale)
Fatti due conti le ultime manovre del Governo hanno portato a una erosione dell'assegno previdenziale specie se di basso importo, il taglio Irpef sancisce la perdita di potere d’acquisto per i pensionati con assegni sotto i 40 mila euro
Ricordate quando parlavano, correva l'anno 2022, di innalzare le minime? Andate a vedere gli aumenti effettivi e confrontateli con le tassazioni nel frattempo costruite per capire come si siano mossi nella realtà.
E il “drenaggio fiscale”? Se aumenta l' inflazione, i redditi da lavoro e pensione crescono ma allo stesso tempo subiscono l'aumento delle imposte. Sarebbe sufficiente introdurre una norma a tutela di questa fascia di reddito, rivedere gli scaglioni aumentandone il numero
Se superi anche di pochi euro i 28 mila euro passi dalla aliquota del 23 a quella del 33%, eppure sarebbe stato sufficiente prevedere tanti scaglioni in più per garantire equità di trattamento. Gli aumenti automatici delle pensioni vengono quindi vanificati dall'aumento della pressione fiscale, per assegni sotto i 1400 euro ci sembra veramente troppo, se lo Stato è senza soldi dovrebbe andarli a prendere da chi ha accumulato ingenti fortune in questi anni.
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