Uscire dall’Euro e dalla Nato per offrire una prospettiva di cambiamento sistemico. Intervento al seminario sull'economia di guerra
Uscire
dall’Euro e dalla Nato per offrire una prospettiva di cambiamento sistemico
di
Antonio Piro
E’
ormai evidente il fallimento dei cosiddetti volenterosi di mettere le mani sui
patrimoni russi e quindi, la seconda opzione è quella di accaparrarsi i
risparmi europei.
Hanno
fatto male i loro calcoli pensando che la Russia fosse come la Libia di
Gheddafi, isolata e debole. In Russia
operano molte imprese Europee, 350 le sole imprese Italiane. Comunque, Russi e
Americani hanno almeno un interesse in comune o convergente ossia che l'Europa
rimanga divisa, non diventi un blocco imperialista indipendente e super armato.
E una questione non deve essere elusa anche nei paesi europei: i settori
nevralgici debbono restare in mano
pubblica e non essere ceduti al privato, pena la debolezza dello stato, dell’indirizzo
e del controllo dell’economia stessa
Ma
anche i popoli Europei dovrebbero opporsi alla trasformazione della UE in un
blocco imperialista unito e super armato, perché una U.E con questi rapporti di produzione e
di proprietà, con questa base economica sarebbe comunque un blocco reazionario.
Cosa
diversa se i popoli si mobilitassero per costruire l’'Europa federale degli
stati socialisti. Solo questa può essere per i proletari la vera alternativa di
liberazione dalla guerra e liberi dalla proprietà privata dei mezzi di
produzione, liberi dallo sfruttamento dell'uomo sull’uomo.
Ai
proletari converrebbe imboccare con decisione questa strada, rompendo con
le politiche attuali tanto prodotte dal governo Meloni quanto dalla
opposizione di centro sinistra, magari di quel campo largo disposto a
stanziare 800 miliardi di euro per sostenere una economia di guerra facendo
ingrassare i profitti dei monopoli che producono armi.
La
sola Italia dovrebbe tirare fuori, per il Riarmo, oltre 100 miliardi, i soldi
del riarmo arriveranno non dalle tassazioni sui profitti e sui grandi
patrimoni, ma con la solita scure che si
abbatterà su sanità, istruzione, salari e diritti.
E’
utile ricordare che la stessa borghesia italiana per meri interessi non è riuscita a condannare il comportamento
nazista dello stato israeliano sul genocidio nei confronti del popolo
palestinese.
Anche
in Medio Oriente questi interessi si chiamano ricchezze minerarie, petrolio,
metano e vie di trasporto, dunque il
controllo geopolitico del Medio Oriente, per il cosiddetto occidente
democratico, vale molto di più di tutti i Palestinesi morti. Infatti, dopo non
aver mosso un dito contro il genocidio dei Palestinesi, sono già in
competizione per accaparrarsi la quota più consistente nella ricostruzione di
Gaza.
Anche
le continue minacce di Tramp al Venezuela hanno come obiettivo non il vero
narcotraffico, ma il petrolio e le risorse del popolo venezuelano.
Per
cui, fare i pacifisti va bene, ma non evidenziare il carattere imperialista di
queste guerre non serve a individuare la corretta strada di lotta per la
liberazione e
autodeterminazione
dei popoli.
Per
quanto mi riguarda, uscire da questa unione europea,
lottando
per una Europa federale e socialista, fuori dall'euro e dalla Nato dovrebbe
essere la traiettoria dei comunisti.
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