Se perfino l'Anac ci bacchetta
L’86% dei lavori pubblici sopra i 40mila euro viene affidato senza gara, è quanto emerge dalla Relazione annuale 2025 dell'Anac, dati sui quali dovremmo aprire una lunga e seria riflessione.
Oltre la metà dei lavori è senza gara, oltre il 30 per cento è assegnato attraverso le procedure ristrette senza bando, le gare vere e proprie sono meno del 15 per cento.
Le procedure di gara sono senza dubbio complicate specie se il personale a disposizione è risicato, se consideriamo dimissioni volontarie (salari bassi inferiori mediamente fino a 7 mila euro annui rispetto a un dipendente di pari livello nel comparto ministeri) e pensionamenti le assunzioni avvenute hanno incrementato gli organici di un misero mezzo punto in percentuale.
Ma non è solo la carenza di personale causa di questa situazione, c'è voglia di deroga alle norme vigenti giudicate troppo complesse e lunghe, troppe le pressioni della politica sugli uffici
Nei servizi, gli affidamenti senza gara salgono all’83,2%, mentre nelle forniture si attestano al 61,3%. Anac parla di alcuni pericoli quali «sprechi, opportunismi, frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni criminali», il mercato pubblico cresce in particolare da servizi e forniture mentre i lavori sono in calo visto che perfino il Pnrr ha spostato la spesa verso interventi non infrastrutturali
Intanto la Ue approva sul finire del Marzo scorso la nuova direttiva anticorruzione, critica apertamente l’abrogazione dell’abuso d’ufficio, l’Anac chiede la massima attenzione sulle deroghe emergenziali , di motivi per aprire una riflessione, anche in ambito sindacale, ve ne sarebbero fin troppi...
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