Il Sindacato dei lavoratori della canna da zucchero Haft Tappeh Dichiarazione congiunta delle organizzazioni indipendenti
Il Sindacato dei lavoratori della canna da zucchero
Haft Tappeh
Dichiarazione
congiunta delle organizzazioni indipendenti
Il nodo dell’aumento dei salari può essere sciolto solo dalle mani degli
stessi lavoratori, pensionati e salariati!
Secondo quanto riportato dal corrispondente parlamentare dell’agenzia di
stampa Tasnim, i rappresentanti del Parlamento della Repubblica Islamica, nella
seduta pubblica di lunedì 27 Bahman 1404 (calendario iraniano)( 16 febbraio
2026), durante l’esame della sezione
relativa agli obblighi di spesa del disegno di legge di bilancio generale dello
Stato per l’anno 1405, hanno approvato a maggioranza una parte delle
disposizioni della voce uno del provvedimento.
In base a questa decisione, l’importo minimo della pensione e delle
indennità per i beneficiari nel prossimo anno sarà fissato a 168 milioni di
rial, vale a dire sedici milioni e ottocentomila toman (16.800.000 toman).
Il 1° Aban 1404, l’agenzia ILNA (Iranian Labour News Agency), un ente
ufficiale legato al governo, ha dichiarato: «La nostra stima per l’anno scorso
(1403) riguardo alla soglia di povertà era tra i 45 e i 50 milioni di toman,
cifra che quest’anno (1404) è aumentata». Questa affermazione è stata fatta in
contrasto con il portavoce del governo, che aveva annunciato una soglia di
povertà molto più bassa, pari a 6.128.739 toman al mese.
Il riferimento alle dichiarazioni di ILNA serve solo a dimostrare che
perfino le statistiche ufficiali e gli enti governativi sono stati costretti ad
ammettere il livello estremamente basso dei salari e delle pensioni dei
lavoratori e della maggioranza dei percettori di reddito fisso.
Secondo le stime delle organizzazioni indipendenti, espresse in una
dichiarazione pubblicata nel mese di Esfand 1403, il salario minimo annunciato
dal governo e dal Consiglio Supremo del Lavoro per l’anno 1404 rappresentava
appena un quarto della soglia di povertà dell’anno precedente.
L’avidità dei capitalisti e dei dirigenti del governo, nonché la
posizione di classe dei parlamentari, li porta a ignorare ciò che riguarda il
diritto alla vita dei lavoratori e dei pensionati, arrivando persino a
raccomandare un’alimentazione insufficiente e inadeguata. In generale,
nutrizione, abbigliamento, salute fisica e mentale, istruzione, mezzi di
sussistenza e, più in generale, il benessere sociale dei lavoratori, dei
pensionati e della maggioranza della società non hanno alcuna priorità per la
Repubblica Islamica. Ciò che per loro conta è il benessere dei vertici del
potere e dei loro affiliati, l’arricchimento della classe capitalista e la
sopravvivenza del sistema.
L’unica fonte di sostentamento per le famiglie dei lavoratori e dei
pensionati è il salario o la pensione ricevuta in cambio di lunghe ore di
lavoro in condizioni dure e disumane o dopo trent’anni di versamenti
contributivi. Abbiamo sempre dichiarato che il salario e la pensione mensile
imposti da governo e datori di lavoro non coprono nemmeno le spese di una
settimana di vita.
Per questo motivo, la lotta per l’aumento dei salari è una lotta
permanente, poiché la vita dei lavoratori, dei pensionati e degli altri
salariati dipende esclusivamente dal reddito che percepiscono. Quando governo e
datori di lavoro rifiutano di aumentare i salari e impongono una vita umiliante
e una morte lenta, non rimane altra strada se non la lotta contro di loro.
Il governo, il Parlamento e il Consiglio Supremo del Lavoro, responsabili
della determinazione dei salari, sono complici nell’approvazione di salari al
di sotto della soglia di povertà. Essi sono responsabili della povertà e
dell’indigenza dei lavoratori e dei pensionati. Il salario approvato da queste
istituzioni non è adeguato al costo della vita di una famiglia operaia e non
risolve alcuno dei problemi concreti dei lavoratori.
Dobbiamo fermare questo processo ingiusto e antioperaio. I salari devono
essere almeno pari al costo medio di una famiglia urbana. Devono garantire il
benessere sociale dei lavoratori e dei pensionati: cibo, abbigliamento,
alloggio adeguato, accesso completo all’istruzione, alla sanità e ai servizi
sociali.
In queste condizioni, persino la cifra di settanta milioni di toman al
mese, recentemente indicata da un membro del “Centro di Coordinamento dei
Consigli Islamici del Lavoro di Teheran” come “paniere di sussistenza”, riesce
a malapena a coprire le spese di una famiglia media.
Accettare salari inferiori alla soglia di povertà stabilita da governo,
Parlamento e datori di lavoro significa accettare una vita umiliante e una
morte lenta. Nessuno, se non noi stessi e la nostra forza unita, può cambiare
il nostro destino.
L’aumento dei salari, il cambiamento delle condizioni di sfruttamento e
la definizione delle leggi salariali devono avvenire attraverso una lotta
unita, organizzata e partecipata dai lavoratori e dai pensionati. Per quanto
riguarda le condizioni di lavoro e la determinazione dei salari, sono gli
stessi lavoratori che possono trasformare la situazione
18/02/2026
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Il Sindacato dei lavoratori della canna da zucchero Haft
Tappeh è
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Comitato di coordinamento per l’aiuto alla creazione delle
organizzazioni dei lavoratori
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Lavoratori pensionati del Khuzestan
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Gruppo Unità dei Pensionati
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