Verso l'8 MARZO

 Tiziana rinasce. Dal silenzio alla voce: una donna contro la violenza. L’ 8 marzo al circolo Ortica dell’ ANPI di Milano 

di Laura Tussi


Sabato 8 marzo alle ore 18, presso la sede di ANPI Ortica (Via San Faustino 5, Milano), si terrà la presentazione del libro-testimonianza La violenza non è il mio destino, pubblicato da Mimesis Edizioni.

L’incontro si svolge in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne e di genere e contro ogni forma di violenza.
In collegamento online interverrà l’autrice, Tiziana Di Ruscio, testimone e vittima di violenza domestica, sopravvissuta a un tentato femminicidio. Dialogheranno con lei Laura Tussi, docente, giornalista e scrittrice, e Fabrizio Cracolici, attivista per la pace, videomaker e già presidente ANPI. Il libro racconta un percorso doloroso ma anche di riscatto: dopo anni di violenze tra le mura domestiche, Tiziana Di Ruscio ha trovato la forza di denunciare e di ricostruire la propria vita. La scrittura è diventata per lei uno strumento di emancipazione e liberazione morale, oltre che un atto di responsabilità civile verso altre donne che vivono situazioni simili.
Il volume è arricchito dall’introduzione di Rita Trinchieri, che richiama la legge del 1996 con cui la violenza sessuale viene riconosciuta come reato contro la persona; dalla prefazione di Laura Tussi e dalla postfazione di Fabrizio Cracolici, che denunciano la violenza sessuale e domestica; dal contributo della psicologa Mizar Specchio; e dalle illustrazioni di Giulio Peranzoni, Mauro Biani e Francesca Quintilio, che accompagnano la narrazione con immagini intense e significative.

La violenza è un dramma che si consuma ogni giorno, per molte, troppe donne, in Italia e nel mondo. Non conosce confini geografici, non distingue ceti sociali, culture, religioni o orientamenti: è trasversale, radicata, sistemica. È una ferita che attraversa l’intera umanità.
Tiziana Di Ruscio è una donna forte e determinata. È una mia vera amica.
Ha subito per vent’anni violenze psicologiche, fisiche e sessuali da parte dell’ex marito, che arrivava a minacciarla con armi. È sopravvissuta a quello che avrebbe potuto essere un femminicidio.

Sembra una storia come tante. Ma non è “una storia come tante”. È una tragedia. E ogni tragedia è unica, irripetibile, intollerabile.

Dopo un lungo e doloroso percorso giudiziario, l’ex marito è stato condannato. Eppure troppe cose ancora non funzionano. Non ha scontato neppure un giorno di carcere e gli è stato concesso un lavoro sicuro. Tiziana, invece, non ha un impiego stabile. Lotta ogni giorno per sopravvivere e per crescere i suoi tre figli. Questa sproporzione grida giustizia.

Insieme a Rita Trinchieri, presidente ANPI di Pineto (Teramo), Tiziana ha fondato l’associazione contro la violenza di genere “Il nastro rosa”. È la prova che dal dolore può nascere un impegno civile, che dalla ferita può germogliare responsabilità.

Ma soprattutto: Tiziana rinasce.

Rinasce quando riesce a sottrarsi al vortice psicologico della violenza, al baratro oscuro e soffocante che l’aveva imprigionata.
Rinasce quando trova il coraggio di denunciare.
Rinasce quando decide di raccontare.

Nella scrittura ha trovato un’ancora e un approdo di salvezza. Con l’aiuto degli amici ha scritto due libri.

Una favola per bambini contro la violenza, Bruco blu. E il racconto della sua storia, *La violenza non è il mio destino.

Scrivere per lei è stato un atto liberatorio. Un gesto di verità. Una presa di parola contro il silenzio.;
“La violenza non deve essere romanzata”, afferma. Non va addolcita, non va resa accettabile. Va chiamata con il suo nome. Va denunciata.

Il titolo del suo libro è una dichiarazione di libertà: *La violenza non è il mio destino*.
“Violenza” e “Destino” sono i due poli opposti della sua esistenza: da un lato l’annientamento, il baratro, la perdita di identità; dall’altro la rinascita, la riappropriazione di sé, la scelta di vivere.

La sua storia, narrata con parole crude e dirette, è un susseguirsi di soprusi che purtroppo accomuna molte donne. Donne rese succubi da un sistema patriarcale, maschilista, misogino. Donne che troppo spesso restano sole.

Sole? Ma come sole? E le istituzioni? E lo Stato?
Troppo spesso assenti. Un vuoto che fa male.
Eppure Tiziana non si arrende. Con l’associazionismo e la cittadinanza attiva costruisce reti di solidarietà, comunità di ascolto, spazi di mutuo aiuto. Porta la sua testimonianza nelle scuole, senza reticenze né pudori, per parlare alle nuove generazioni con la forza della verità.

La sua voce è alta, ferma, fiera. Non teme ritorsioni. Racconta per resistere. Racconta per aiutare altre donne a denunciare, a non sentirsi isolate.

Intorno a lei cresce una rete di fiducia, soprattutto tra donne. Non è rancorosa. Ha scelto il perdono, non la vendetta. Crede nell’intima bontà dell’essere umano, nella possibilità di un riscatto. È una donna nonviolenta, magnanima, profondamente dedita ai suoi figli.

La scrittura la porta lontano

Nelle case.
Nelle storie altrui.
Nei cuori feriti.

I suoi libri diventano un approdo per chi soffre, un punto di riferimento per chi cerca forza. Un grido di dolore attraversa le pagine, ma alla fine emerge una speranza: un nuovo destino possibile.

La prima legge innovativa sulla violenza sessuale in Italia è la n. 66 del febbraio 1996, frutto di anni di lotte per la tutela delle donne. Eppure, nonostante le conquiste legislative, la strada è ancora lunga. Le norme non bastano se non sono accompagnate da una cultura del rispetto e della dignità.
Tiziana ha vissuto quelli che avrebbero dovuto essere gli anni più belli della sua giovinezza sotto minaccia e sopraffazione. I suoi tre figli sono diventati la sua forza, il segno concreto di una vita che continua e che rinasce.

Oggi Tiziana vive un destino nuovo.
Un destino senza violenza. Dopo vent’anni di soprusi, ha trovato il coraggio di denunciare e di testimoniare. Ha scritto il suo libro. Il suo grido. La sua liberazione.

E ogni volta che racconta, ogni volta che tende la mano a un’altra donna, Tiziana rinasce.

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