Ratzinger .....di Tiziano Tussi

 di Tiziano Tussi 

da Gramsci Oggi

IL quotidiano il Foglio ha editato un librettino, € 1,50, che raccoglie sette scritti di Papa Benedetto          XVI dal 1995 al 2009, con la prefazione, invero molto succinta, di Giuliano Ferrara, ex direttore del quotidiano e nume tutelare dello stesso.  Lo si può trovare nelle edicole.



Vediamone alcuni punti. Ferrara difende ed esalta il magistero di Ratzinger che sarebbe venuto a mettere in riga concetti e rapporti tra libertà e verità. Un rapporto che per il papa si invera e si determina solido ed etico solo sotto l’occhio vigile di Dio. Gli articoli aprono con una sottolineatura del concetto di democrazia, sempre con l’orizzonte cristiano come guida (p. 37). 

Snocciola una lezione di storia plurisecolare che non cambia in nulla l’analisi più ripetuta sul concetto di Europa. Lo scritto di riferimento è una lezione tenuta al Senato italiano nel 2004. Nelle more degli interventi, in generale, Ratzinger critica ampiamente il nazismo tedesco, lui è tedesco, ma ci tiene ad accompagnarlo anche con una critica totale al mondo comunista, che in quegli anni era praticamente scomparso, eliminato dalla preponderanza capitalistica mondiale. “L’apparente scientificità (del comunismo n.d.r.) nasconde   un dogmatismo    intollerante: lo spirito è il prodotto della materia; la morale è prodotto delle circostanze e deve venir definita e praticata a seconda degli scopi della società; tutto ciò che serve a favorire l’avvento dello stato finale felice e morale. [] …non ci sono più valori indipendenti    dagli scopi del progresso           [] …i sistemi. comunisti sono naufragati innanzi tutto per il loro falso dogmatismo economico [] …per i loro disprezzo dei diritti umani… [] La vera e propria catastrofe che essi hanno lasciato alle loro spalle non è di natura economica; essa consiste nell’inaridimento delle anime, nella distruzione della coscienza morale “(p. 61 e 62). Ratzinger vede comunque come un pericolo, anche allora dopo anni dalla caduta del campo comunista i residui dello stesso e chiama a raccolta l’Europa per contrastarli.

Quali capisaldi deve difendere lEuropa unita? il  matrimonio e la famiglia. Il matrimonio monogamico, come struttura fondamentale della relazione tra uomo e

donna , [] è stato fondato dalla fede biblica. (p. 65 e 66).

 Contro gli omosessuali “…non si tratta di discriminazione, bensì di che cosa è la persona umana in quanto uomo e donnase lunione omosessuale viene vista come dello stesso rango del matrimonio, siamo allora davanti ad una dissoluzione dellimmagine delluomo.(p. 67).

Occorre preservare la specificità del cristianesimo, come fanno le altre religioni, perciò: La multiculturalità è talvolta abbandono e rinnegamento di ciò che è proprio, fuga dalle cose proprie [] Dio ha compassione dei poveri, dei deboli, delle vedove e degli orfani, dello straniero…”(p. 69.) Nellultimo rilievo sta la furbizia, lo straniero, che certo non sarà, probabilmente, cristiano, ma che dovrà essere ricondotto al cristianesimo, ricondotto o condotto: Pertanto la multiculturalità ci chiama a rientrare nuovamente in noi stessi. (p. 70). Il discorso tenuto al Senato della Repubblica fatto in occasione del Trattato per la costituzione europea, un trattato che non venne mai perfezionato dato che nellanno successivo Francia e Paesi Bassi rifiutarono, con un referendum, tale documento le cui indicazioni di fondo furono fatte proprie da un Trattato successivo, di Lisbona, nel 2007. Ma lEuropa cristiana, a cui guardava Ratzinger, non venne alla luce grazie ai miscredenti francesi e olandesi. Occorre perciò ancora ringraziare la coda della Rivoluzione francese del XVIII secolo, e anche altro, se non abbiamo questa camicia di Nesso sulle spalle europee e nostre. Comunque Ratzinger laveva già benedetta. Il Papa indossa anche la divisa militaresca quando critica la posizione del pacifismo assoluto difeso da Ghandi.

Dopo aver denigrato totalmente il nazismo, ed aver esaltato il mondo intero (p. 72) che ha vinto il nazismo, dimenticandosi che anche lesecrando campo comunista aveva partecipato, e non poco a quella disfatta, prende come riferimento la guerra, santa, degli Alleati per dimostrare linsostenibilità di un pacifismo assoluto.(p. 73)

Il campo comunista è comunque il terreno e il dominio della menzogna. (p. 75) Ratzinger cerca di spiegare perché tra i popoli oppressi o colonizzati il comunismo veniva visto come seducente. Fa un elenco approfondito dei conflitti in atto, e molti di allora sono gli stessi di oggi. Prende ad esempio anche ciò che accadde in Europa nella ex Jugoslavia. Ricordo che il Vaticano fu tra i paesi più rapidi a riconoscere le repubbliche nate o che stavano nascendo da quel conflitto. La Jugoslavia ed il                   Ruanda sono presi ad esempio di guerre internazionali.

Se per la Jugoslavia, nellottica di Ratzinger, pare logico invocare il cinismo dellideologia che aveva oscurato le coscienze (p. 78), al di là della motivazione anodina, per il Ruanda non ci siamo proprio. Lì non si può certo parlare di cinismo di unideologia. Ma cerchiamo di arrivare alla fine. Contro laborto: Luomo vien fatto, e ciò che si può fare si può anche disfare. (p: 85) Solo Dio indica una via: il filosofo polacco Leszek Kolakowski, (ex comunista passato poi vicino al cristianesimo, n.d.r.) ha mostrato in maniera concreta che in assenza di un punto di riferimento assoluto (leggi Dio, n.d.r.) lagire delluomo si perde nellindeterminatezza ed è ineluttabilmente in balia delle forze del male.” (p. 86)

Dio è anche pace: se non siamo fedeli alla memoria di Dio della Bibbia, del Dio che si è fatto prossimo in Gesù Cristo, non troveremo la strada della pace. (p. 90) Con buona pace delle Crociate e del massacro degli Albigesi. Ma proseguiamo. Il cristianesimo ha contribuito a forgiare le radici dellEuropa: il cristianesimo ha contribuito a forgiare [lEuropa] acquisendo un ruolo fondativo …” (p. 105). E qui Ratzinger parla nelloccasione del cinquantesimo anno dai trattati di Roma, nel 1957.

Insomma per il Papa lEuropa o è cristiana o non è. Tanto che va salvaguardato il diritto allobiezione di coscienza “…ogni qual volta i diritti fondamentali fossero violati. (p. 108) E ben si capisce cosa voglia dire: sacralità del matrimonio e sacralità della vita dei figli. Chiudiamo con un passaggio critico sul rapporto tra conoscenza e verità. La prima deve essere dialettica la seconda no. Una comprensione della ragione sorda al divino, che relega le religioni nel regno delle subculture, è incapace di entrare in quel dialogo delle culture di cui il nostro mondo ha così urgente bisogno. (p, 118.) 

Qui Ratzinger, in questa raccolta di articoli, chiude. Perché allora leggere questo, per un laico o un ateo, o un materialista, stando le argomentazioni del libretto una strenua difesa della vulgata religiosa? La motivazione per uno spirito che si vuole critico, figlio, fra laltro della Rivoluzione francese del XVIII secolo e di quelle successive, comuniste del secolo XX, resta nella continua riaffermazione di una verità delluomo per luomo, su questa terra, nellunica vita che ci serve e che abbiamo.

 E vedere come nella chiesa, in questa chiesa cattolica, ma potremmo allargare il discorso a tutte le religioni, con pochissime eccezioni, sempre meno, linsofferenza per laltro che non crede, sia palese, nonostante tuti i furbeschi tentativi di nasconderlo. Dobbiamo difenderci ed essere chiari e radicali verso questa forma di interpretazione di vita che vuole scavalcare e superare la nostra esistenza reale, con un anelito unico e definitivo, che in sostanza dimentica lumanità delluomo, delluomo faber, che lavora

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