Debito e crisi: l’Europa sull’orlo di un precipizio

 

Debito e crisi: l’Europa sull’orlo di un precipizio 

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Recenti studi prodotti in ambito mainstream confermano che la crisi di accumulazione, insieme all’incremento dell’indebitamento pubblico, stiano preoccupando non poco i rappresentanti della classe dominante.

La Francia, al pari dell’Italia, complice una incapacità complessiva di aumentare il proprio Pil, si trova nell’impossibilità di non ricorrere ai tagli della spesa sociale (salario indiretto) a causa dei vincoli europei.

Il governo italiano usando il servizio pubblico come proprio megafono e stravolgendo le regole relative alla par condicio, cerca di nascondere la realtà che però emerge da tutte le parti.

Persino il DEF viene, per la prima volta nella storia, presentato privo di un quadro programmatico – strumento di grande rilievo – pur di non mettere nero su bianco che nell’anno in corso il governo taglierà la spesa per sanità, scuola ecc.

Ma, come si diceva la preoccupazione è globale e anche Trichet, in una intervista a Bloomberg, ammette che l’aumento enorme dell’indebitamento globale dal 2008 a oggi (75% vs 114%) sia rappresentativo di una fragilità mondiale che genera grande preoccupazione.

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