Corrispondenze giapponesi contro la guerra

 

Il giornale Akahata intervista gli attivisti Ican

L’Italia è un membro della Nato, l'alleanza militare, ma ci sono tanti attivisti che chiedono al governo italiano di aderire al Trattato di Proibizione delle Armi Nucelari (Tpan) che è stato approvato alle Nazioni Unite nel 2017.

UN PONTE TOKYO-MILANO. INTERVISTA DEL LUGLIO 2018

Akahata: tiratura 1 milione di copie è un giornale giapponese che con il giornalista Minetaka Shimada ha intervistato gli attivisti Ican, Disarmisti Esigenti, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici.

 

 


L’Italia è un membro della Nato, l'alleanza militare degli Stati Uniti, e sono sistemate sul suo territorio le bombe nucleari degli Usa. Ma ci sono tanti attivisti che chiedono al governo italiano di aderire al Trattato di Proibizione delle Armi Nucelari (Tpan) che è stato approvato alle Nazioni Unite l’anno scorso. Abbiamo intervistato alcuni attivisti italiani per approfondire di più. 

 

La Camera dei Deputati l’anno scorso, ha approvato una mozione che chiede al governo italiano di considerare la possibilità di aderire al Trattato di proibizione degli armi nucleari. La mozione è stata abbastanza ambigua, ma possiamo dire che il fatto in sé ossia che il Parlamento abbia discusso del trattato può essere valutato positivamente. Dobbiamo vedere se i parlamentari in realtà vanno a praticare il contenuto del testo approvato. Durante il dibattito nel Parlamento, tantissime organizzazioni della pace hanno fatto una pressione ai deputati e senatori perchè loro approvassero la mozione, per esempio, abbiamo fatto la conferenza stampa o sit-in davanti al Ministero degli affari esteri. E’ un peccato che l’altra mozione che chiedeva al governo più chiaramente la firma e la ratifica del trattato, sia stata bocciata.

Nelle elezioni politiche a marzo, abbiamo fatto una pressione su tutte le forze politiche incalzandole per la promozione del Tpan. Soprattutto il Signor Pietro Grasso, il responsabile di “Liberi e Uguali”, lo abbiamo potuto incontrare, con Laura Tussi. Lui ci ha sottolineato che l’Italia ha una costituzione che ripudia la guerra, e ci ha risposto che accetta la nostra aspirazione per la pace. Inclusi “Liberi e Uguali”, tre forze politiche hanno messo nel loro programma il trattato di proibizione. Allora, d’ora in poi, è estremamente importante fare una campagna per far mantenere loro la promessa di pace. A tutti gli eletti e anche i candidati non eletti. Noi andiamo a scrivere le cartoline ai nuovi parlamentari su questo tema e poi vorremmo realizzare una nuova mozione nel Parlamento Europeo per promuovere il trattato.

Le organizzazioni che appartengono ad ICAN, hanno fatto una campagna di Parliamentary Pledge (impegno parlamentare). Questo è una promessa fatta dai parlamentari di darsi da fare per la sottoscrizione e la ratifica del trattato. Per esempio, qui in Italia, anche se questo è un numero prima dello scioglimento del parlamento, più di 240 parlamentari hanno detto sì e firmato questo Pledge. Allora vediamo se vanno a mantenere le promesse, dobbiamo fare una pressione al nuovo parlamento (insediato dopo il 4 marzo). Il trattato di proibizione delle armi nucleari è stato approvato con il sì di ben 122 paesi nel mondo, e questo fatto significa che l'umanità ha preso la direzione molto chiara per realizzare un mondo più giusto ed umano.

Adesso, quando esaminiamo il mondo, vediamo che ci sono tre crisi come il problema della Penisola Coreana, la crisi in Ucraina, e la crisi nel Medio Oriente. E’ vero che alcuni strumentalizzano queste crisi per ritardare la ratifica del trattato. Però, dobbiamo alzare la voce e sottolineare il fatto che questo trattato è nato basandosi sulla domanda della società civile nel mondo. Tantissime società civili (locali) che hanno fatto rete (globale). Nel maggio ci sarà una conferenza high-level delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare. Questa conferenza sarà importante e vorremmo utilizzare questa occasione perchè aumenti il numero dei paesi che ratifica il trattato. 

Minetaka Shimada per il  Giornale Akahata

 

Il Giornalista Minetaka Shimada dal Giappone: intervista sul Trattato di Proibizione Armi Nucleari

Intervista da Tokyo sulla proibizione delle armi nucleari

Il Giornalista Minetaka Shimada di Akahata, settimanale di Tokyo, con 1 milione di copie di tiratura, intervista gli attivisti Ican, Fabrizio Cracolici e Laura Tussi sull'entrata in vigore del Tpan/Tpnw.

UN PONTE TOKYO - MILANO: INTERVISTA DEL DICEMBRE 2020

Il Tpan entra in vigore. La situazione in Italia. Il 40 % dei parlamentari lo ha sostenuto. 

Il Trattato di proibizione delle armi nucleari fra poco entrerà in vigore (22 Gennaio 2021 n.d.r). Prima di questo evento storico, abbiamo parlato con i ‘Disarmisti Esigenti’, organizzazione di pace in Italia, sul significato di questo trattato e la loro attività. Ecco l' intervista di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici. (intervista con Zoom)

Parliamo del libro con il titolo “Memoria e futuro” che uscirà a marzo/maggio 2021. “Memoria e futuro” è lo strumento culturale di una rete di attivismo pacifista che stiamo costruendo in un progetto. Questa è la rete di educazione alla terrestrità.

Allora che cosa è la “terrestrità”?

E’ un pensiero o parola nuova creata da Disarmisti Esigenti. Noi pensiamo che è dovere del popolo tutelare la Terra, da dove deriva l’evoluzione della specie umana. Gli umani hanno il dovere di tutelare la Terra con la coscienza ecologica e planetaria e con l’antifascismo sociale e l’internazionalismo. 

Queste istanze devono essere riconosciute nel diritto internazionale. Le varie attività per tutelare il clima e promuovere il Tpan fanno parte di questo progetto. Per questo noi ci dedichiamo al progetto Rete di educazione alla Terrestità e il libro “Memoria e futuro” serve a promuoverlo. 

L'entrata in vigore di Tpan è una buona notizia che incoraggia tutta l'umanità. Adesso abbiamo questo trattato importante, la comunità internazionale deve fare tutto lo sforzo per attuarlo e deve essere tenuto in considerazione. Non basta aumentare solo il numero dei paesi firmatari, occorre una strategia complessa e articolata.

L’Italia è un membro della Nato. Con il nuclear sharing, qui in Italia ci sono le bombe nucleari, arsenali nucleari americani nelle basi. Anche i sommergibili con armi nucleari usano i nostri porti. Il nostro governo ci spiega, in ossequio al concetto strategico Nato, che la deterrenza nucleare è la suprema garanzia di sicurezza. 

Però la maggioranza del popolo non vuole avere o mantenere gli arsenali nucleari nel territorio italiano. Poi nel parlamento, la Camera (630 seggi), più o meno 40 % dei parlamentari della scorsa legislatura, ha promesso di sostenere il Tpan?

La cosa importante adesso è far loro esprimere chiaramente la loro contrarietà alle armi nucleari e far loro promuovere l’abolizione delle armi. Perché quando noi chiediamo la loro posizione sull’abolizione delle armi nucleari, ci dicono sempre “Si, Si, certo. Noi siamo contro le armi nucleari”. Ma alle parole non seguono poi azioni concrete!

Allora parliamo della situazione del mondo attuale?

E’ un mondo in via di cambiamento, per esempio, in Germania il leader della SPD (la socialdemocazia) chiede agli Stati Uniti di togliere le armi nucleari americane dal territorio tedesco. Il presidente francese Macron  parla di difesa indipendente europea che non  deve essere subordinata agli Stati Uniti. 

Che significa questa situazione?

Una crepa nella Alleanza Nato. L'unità dei paesi atlantici è debole, dobbiamo usare questa contraddizione e farla crescere.

Adesso il Mondo sta facendo una battaglia difficile contro il Covid-19 e dobbiamo uscire dalla crisi. Abbiamo bisogno di un cambiamento grande. Il punto importante di questo cambiamento è creare una nuova società dove mettiamo più peso al welfare sociale, sanità, ecologia, e diciamo no al militarismo. 

L' ottobre dell’anno scorso, quando è diventata chiara l' entrata in vigore di Tpan, abbiamo chiesto al nostro governo di fare alcune cose, per esempio, la firma e la ratifica del Tpan, finire il nuclear sharing, smettere di comprare i costosi e pericolosi F35, volgere le risorse alla Sanità riducendo le risorse militari, e così via. Noi non possiamo tornare alla società pre-Covid19, perchè la crisi della società prima del Covid ha creato la crisi attuale. Dobbiamo pensarci bene: continuare il modo di sviluppo attuale che dà priorità alla “avidità” di grande aziende multinazionali o cominciare una nuova strada?

 

Un ponte Italia-Giappone sulla proibizione delle armi nucleari e l'entrata in vigore del Tpnw

Rivista.eco: un ponte Tokyo-Milano per l’impegno antinuclearista

Nessun continente è indenne da conflitti gestiti direttamente o indirettamente da potenze nucleari. Il disarmo e la proibizione della bomba atomica sono insomma sempre attuali e urgenti. Un ponte Tokyo-Milano per portare avanti l’impegno antinuclearista

 

Il giornalista Minetaka Shimada di Akahata, settimanale di Tokyo, con 1 milione di copie di tiratura, ha intervistato gli attivisti di Ican, Disarmisti Esigenti, Laura Tussi e Fabrizio Cracolici, sull’entrata in vigore del Tpan/Tpnw – Trattato Proibizione Armi Nucleari.

 

Sono molte le linee di faglia geopolitiche che mantengono alta la tensione a livello internazionale. Le armi vengono esibite muscolarmente nelle grandi manovre militari di mare e di terra e crepitano lungo molti confini, direttamente o per interposte milizie: tra Israele e Palestina e in tutto il Medio Oriente, in molti paesi africani, tra Ucraina e Russia, tra Cina e India, in Libia, in Myanmar, in America Latina. Nessun continente è indenne e le potenze militari che direttamente o indirettamente si confrontano sono potenze nucleari.

Le fabbriche e i cantieri sfornano e vendono aerei sempre più sofisticati, missili, sottomarini, navi per lanciare o sganciare bombe atomiche.

Il Trattato di proibizione delle armi nucleari è entrato in vigore dal 22 gennaio 2021. Prima di questo evento storico, Minetaka Shimada di Akahata ne ha parlato – via Zoom – con i membri di ‘Disarmisti Esigenti’ sul significato di questo trattato e la loro attività. Pubblichiamo la traduzione italiana dell’intervista di Laura Tussi e Fabrizio Cracolici e impegnati in una rete di educazione alla terrestrità come rete di attivismo pacifista.

Il significato del neologismo Terrestrità.

È un pensiero o parola nuova creata da Disarmisti Esigenti. Noi pensiamo che è dovere del popolo tutelare la Terra, da dove deriva l’evoluzione della specie umana. Gli umani hanno il dovere di tutelare la Terra con la coscienza ecologica e planetaria: queste istanze devono essere riconosciute nel diritto internazionale. Le varie attività per tutelare il clima e promuovere il Tpan fanno parte di questo progetto. Per questo noi ci dedichiamo al progetto Rete di educazione alla Terrestrità e il libro “Memoria e futuro” servirà a promuoverlo.

L’entrata in vigore di Tpan è una buona notizia che incoraggia tutto l’umanità.

 

Il bando delle armi nucleari che ripugnano alla coscienza umana viene a seguire i bandi di altre armi di distruzione di massa: quelle chimiche e quelle batteriologiche.

Ai sensi dello sviluppo di ragionamenti contenuti in una sentenza della Corte di Giustizia dell’Aja del 1996 potremmo considerare la “deterrenza” in sé un “genocidio programmato”.

Adesso abbiamo questo trattato importante, la comunità internazionale deve fare tutto lo sforzo per attuarlo e deve essere tenuto in considerazione. Non basta aumentare solo il numero dei paesi firmatari, occorre una strategia complessa e articolata.

L’Italia è un membro della Nato. Con il nuclear sharing, qui in Italia ci sono le bombe nucleari, arsenali nucleari americani nelle basi. Anche i sommergibili con armi nucleari usano i nostri porti. Il nostro governo ci spiega, in ossequio al concetto strategico Nato, che la deterrenza nucleare è la suprema garanzia di sicurezza.

Però la maggioranza del popolo non vuole avere o mantenere gli arsenali nucleari nel territorio italiano. Nel parlamento, la Camera (630 seggi), più o meno 40 % dei parlamentari della scorsa legislatura, ha promesso di sostenere il Tpan?

La cosa importante adesso è far loro esprimere chiaramente la loro contrarietà alle armi nucleari e far loro promuovere la loro abolizione giuridica come primo passo. Ma alle parole non seguono poi azioni concrete!

 

Su Rivista.eco, organo ufficiale della rete mondiale di educazione all'ambiente, diretta dal Professor Mario Salomone

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