In difesa dei lavoratori e delle lavoratrici

 I licenziamenti dei delegati sindacali, di semplici lavoratori stanno passando sotto silenzio, eppure i provvedimenti disciplinari rappresentano una arma da sempre utilizzata per incutere paura e rassegnazione tra la classe lavoratrici



Negli anni pandemici molti delegati e lavoratori sono stati sospesi e licenziati per essersi opposti alla carenza di misure a tutela della salute e sicurezza, in altri casi si fa ricorso ai codici etici e comportamentali per costruire provvedimenti disciplinari che si concludono con giorni di sospensione non retribuiti e talvolta con il licenziamento.

Se un licenziamento non è da subito accompagnato dalle lotte, dagli scioperi e dalla mobilitazioni, la sola strada percorribile resta quella del ricorso alla Magistratura del Lavoro sapendo che i tempi della Giustizia sono spesso lunghi e trascorrono mesi o meglio anni prima di una Sentenza. E in questo lasso di tempo come si vive? Con gli ammortizzatori sociali, quando ci sono, e cercando qualche occupazione al nero.

Colpire un delegato, isolarlo o ostacolarne l'attività sindacale è anche il  modo migliore per lanciare un messaggio diretto a tutta la forza lavoro: se non volete andare a casa abituatevi a subire i dettami aziendali, non opponetevi all'aumento dei ritmi e dei tempi di lavoro, non avanzate richieste a tutela della sicurezza o per aumenti salariali che rappresentano un costo per l'azienda. 

I delegati conflittuali sono nell'occhio del ciclone, parliamo di lavoratori che svolgono il loro ruolo di rappresentanti sindacali con abnegazione e coerenza cercando di portare a casa il miglioramento delle condizioni retributive, contrattuali, salari dignitosi e condizioni migliori di vita, spesso non trovano ascolto e sostegno nei sindacati di appartenenza che guardano con sospetto a posizioni e forme di lotta radicali.

E per colpire i delegati e lavoratori conflittuali stanno anche costruendo un decreto legge, il 1660,  che punirà con anni di carcere un blocco stradale, un presidio davanti ai cancelli

Il prossimo passaggio sarà l'ulteriore contrazione del diritto di sciopero proprio per impedire ogni forma rivendicativa, andranno a potenziare i codici comportamentali etici per ridurre al silenzio la classe lavoratrice.

E questi processi autoritari vanno fermati prima che sia troppo tardi, un domani alcune forme di lotta potrebbero essere messe sotto accusa dalla Magistratura e lo stesso conflitto tra capitale e lavoro presentato come male assoluto e non come fonte di riscatto e di miglioramento sociale.

Per anni ci hanno raccontato che la classe lavoratrice stava scomparendo , i fatti dimostrano invece l'esatto contrario e prova ne sia la repressione costruita contro i delegati e i lavoratori conflittuali

La classe esiste se rivendica con forza la tutela dei propri interessi. Non dimentichiamocelo


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